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	<title>vinx&#039;s trip &#187; sarah russo</title>
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	<description>il Viaggio, il mio.</description>
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		<title>IL viaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 08:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah russo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="236" height="288" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2011/12/il-viaggio-236x288.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="il viaggio" />[vinx: per la regola del "chi prima arriva meglio alloggia" inauguro la serie di post degli amici con il racconto di una cara: Sarah. lei, oltre a scrivere sul suo blog, prepara delle bourguignon da paura ed elargisce consigli sentimentali &#8230; <a href="http://www.vinxtrip.com/2011/12/il-viaggio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
	<img width="236" height="288" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2011/12/il-viaggio-236x288.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="il viaggio" />			<content:encoded><![CDATA[<p></p><br /><p style="text-align: justify;">[<em>vinx: per la regola del "chi prima arriva meglio alloggia" inauguro la serie di post degli amici con il racconto di una cara: <a href="http://www.twitter.com/SARUCCIA78" target="_blank">Sarah</a>. lei, oltre a scrivere <a href="http://ilgiornomigliore.blogspot.com/" target="_blank">sul suo blog,</a> prepara delle bourguignon da paura ed elargisce consigli sentimentali al sottoscritto sotto forma di sonori ceffoni sulla nuca.</em>]</p>
<p style="text-align: justify;">Funzionava così: giorni prima mamma faceva le valigie e la sera prima della partenza mio padre smadonnava caricandole: io non ho grande memoria di quello (a parte le bestemmie di papà) perché non me ne occupavo, a me interessava che ci fossero dei costumi da bagno perché lo scopo ultimo delle mie vacanze estive era fare-il-bagno-al-mare.<br />
Ricordo un anno, avrò avuto 9 o 10 anni, i miei caricarono l&#8217;opel ascona color grigio scuro metallizzato completamente sul portapacchi. C&#8217;era un numero spropositato di valigie di ogni forma e dimensione, accuratamente impilate, coperte da un telo di plastica trasparente e legate sul tetto dell&#8217;auto. Mio padre aveva avuto l&#8217;idea che io e mia sorella, allora 5 o 6enne, avremmo dormito comode come in un lettone coi sedili posteriori completamente abbassati, coi nostri cuscini e coperte vere. Io e mia sorella eravamo ovviamente eccitatissime per la cosa: il viaggio verso l&#8217;Abruzzo poteva durare dalle 7 alle 10 ore, saremmo partiti a notte fonda: le classiche partenze intelligenti di fine anni 80. Ci sistemammo dietro con i nostri cuscini ordinatamente affiancati, le nostre copertine, una borsa termica con the freddo e frutta e panini credo, o forse tramezzini, e cracker perché mia sorella in macchina spesso stava male.<br />
Partimmo mentre io fissavo il cielo nero-arancio di Milano dal lunotto posteriore inclinato.<br />
Mio padre ascoltava canzoni americane anni 60 da una radio a cassetta (l&#8217;autoradio venne anni dopo), ed io ero troppo agitata per dormire, perché vedete: noi ci facevamo un mese di mare&#8230;Cosa che adesso mi pare impensabile col lavoro, gli impegni&#8230;Con una vita in cui mi viene mal di stomaco se ho qualche preoccupazione, allora tutto questo non esisteva ancora, io vivevo pensando che avrei rivisto gli amici del mare, avrei fatto-il-bagno e non avrei più potuto mettere solo il pezzo del costume sotto perché cominciavano a crescermi due bozzetti sul davanti, ma a ferragosto ci sarebbero stati i fuochi come sempre e ci sarebbero stati i temporali di fine mese, la pizza la sera nella pizzeria sulla spiaggia, dove volavano falene grosse come topi, gli arrosticini, le gite&#8230;<br />
Ad un certo punto mi addormentai, nonostante l&#8217;agitazione. Mi svegliai che era ancora notte fonda, ma eravamo nei pressi di San Marino perché mia madre me lo disse mentre mi stiracchiavo, e c&#8217;erano già gli oleandri sull&#8217;autostrada. Oleandri e canneti mi davano il senso delle vacanze. L&#8217;odore del mare quando arrivavamo completava sempre l&#8217;opera.<br />
Io guardavo dal lunotto posteriore e mi pareva che i bagagli fossero in pericolo perché il telo di plastica si era staccato in parte e formava delle fiamme azzurrognole. Ricordo che ci misi un po&#8217; per capire che cosa stessi vedendo in realtà. Fortunatamente fui abbastanza veloce da non dire niente ai miei.<br />
Il viaggio terminava sempre la mattina presto, si scaricavano i bagagli, ci si installava nell&#8217;appartamento e io volevo andare subito alla spiaggia. E volevo correre subito, per sentire la sabbia sotto i piedi, vedere i pesciolini sulla riva, i granchi e le conchiglie. Quelle 7 o 10 ore di viaggio, erano per il gelato e le patatine con la sorpresa. I tappeti elastici, il calcinculo, l&#8217;odore d&#8217;ozono dei temporali estivi, la processione dell&#8217;Assunta, il rumore del treno e le lucciole. Furono gli ultimi anni in cui le vidi, quei piccoli insetti luminosi come scie verdognole nella notte.</p>
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