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	<title>vinx&#039;s trip &#187; vinx</title>
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	<description>il Viaggio, il mio.</description>
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		<title>Cashback e la fotografia</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 04:35:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img width="288" height="121" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2013/03/header-288x121.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="header" />Unaware For me, this fascination with beauty started at a very young age. I was six or seven and my mom and dad had taken on foreign student. She was in her late teens and was studying English at a &#8230; <a href="http://www.vinxtrip.com/2013/03/cashback-e-la-fotografia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
	<img width="288" height="121" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2013/03/header-288x121.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="header" />			<content:encoded><![CDATA[<p></p><br /><p><img class="wp-image-3386 alignnone" alt="" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2013/03/cashback-low.jpg" width="500" height="1690" /></p>
<p><em>Unaware</em><br />
<em>For me, this fascination with beauty started at a very young age. </em><br />
<em>I was six or seven and my mom and dad had taken on foreign student.</em><br />
<em>She was in her late teens and was studying English at a nearby school.</em><br />
<em>Being Swedish, the walk from the shower to her room didn&#8217;t need to be a modest one.</em><br />
<em>It was at the moment that something very profound happened to me.</em><br />
<em>I was exposed to the female form in a way I&#8217;d never experienced.</em><br />
<em>I felt fascinating and wonder at the beauty of her nakedness.</em><br />
<em>And I wanted to freeze the world so that I could live in that moment for a week.</em><br />
<em>I&#8217;ve never had a feeling of such completeness.</em><br />
<em>To this day I still think it was one of the most beautiful things I have ever seen.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>perdere la primavera</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jun 2012 11:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vinx</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="288" height="192" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/06/NG-3-288x192.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="NG-3" />quando sono partito dall&#8217;Italia mancavano pochi giorni all&#8217;inizio della primavera e quando sono atterrato, in un paese sottosopra, era autunno. quando invece la stagione dei fiori sarebbe dovuta finire ero appena arrivato in un paese che la primavera, in verità, &#8230; <a href="http://www.vinxtrip.com/2012/06/perdere-la-primavera/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
	<img width="288" height="192" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/06/NG-3-288x192.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="NG-3" />			<content:encoded><![CDATA[<p></p><br /><p style="text-align: justify;">quando <a title="il Viaggio, il mio" href="http://www.vinxtrip.com/2012/06/il-viaggio-2/">sono partito</a> dall&#8217;Italia mancavano pochi giorni all&#8217;inizio della primavera e quando sono atterrato, in un paese sottosopra, era autunno. quando invece la stagione dei fiori sarebbe dovuta finire ero appena arrivato in un paese che la primavera, in verità,  non ce l&#8217;ha mai avuta.<br />
sono passato dalla neve invernale ai colori autunnali per poi tuffarmi nel caldo torrido dell&#8217;estate tropicale.<br />
tra pochi giorni tornerò a casa e sarà nuovamente estate. sarà diversa, spero, meno umida e più familiare.<br />
già, più familiare.<br />
quando viaggi per mesi ti rendi conto che viaggiare in qualche modo è contronatura.<br />
anche se si ha la possibilità di alloggiare in alberghi da sogno e mangiare in ristoranti a cinque stelle, prima o poi il bisogno della familiarità della propria casa e dei sapori con cui si è cresciuti si fa sentire.<br />
succede blandamente quando si va in vacanza, ma quando sei in giro da quattro mesi, lavorando e spostandoti ogni giorno con lo zaino in spalla per buona parte in paesi asiatici, la nostalgia diventa sempre più forte e inizi a pensare al prossimo viaggio: quello verso casa.<br />
io in realtà una casa non ce l&#8217;ho più, ma ho scoperto che &#8220;casa&#8221; per me non è un luogo fisico ma la vicinanza delle persone a cui voglio bene.<br />
stando lontano così tanto dagli affetti ho capito chi sono veramente le persone che ho voglia di ritrovare al mio ritorno, che voglio riabbracciare, che voglio guardare nuovamente negli occhi, che voglio vicino fino al prossimo viaggio.<br />
quelle persone sono la mia casa e spero che al mio ritorno avranno ancora un po&#8217; di primavera negli occhi, che ne abbiano tenuta da parte un po&#8217; anche per me.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>l&#8217;arte di comprimere la tua vita in un solo zaino (o quasi)</title>
		<link>http://www.vinxtrip.com/2012/06/come-far-stare-una-roulotte-in-uno-zaino/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jun 2012 07:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vinx</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[come organizzare uno zaino]]></category>
		<category><![CDATA[gazebo penguins]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare con lo zaino]]></category>
		<category><![CDATA[zaino per la fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="288" height="179" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/06/backpack-4-288x179.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="backpack-4" />di guide su come preparare uno zaino ce ne sono tante ma, quantomeno quelle che ho visto io prima di scrivere questo post, trattano di brevi viaggi e sono piuttosto incomplete. io scrivo a quasi tre mesi dalla partenza e &#8230; <a href="http://www.vinxtrip.com/2012/06/come-far-stare-una-roulotte-in-uno-zaino/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
	<img width="288" height="179" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/06/backpack-4-288x179.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="backpack-4" />			<content:encoded><![CDATA[<p></p><br /><p style="text-align: justify;">di guide su come preparare uno zaino ce ne sono tante ma, quantomeno quelle che ho visto io prima di scrivere questo post, trattano di brevi viaggi e sono piuttosto incomplete.<br />
io scrivo a quasi tre mesi dalla partenza e sono piuttosto soddisfatto della &#8220;configurazione&#8221; che ho sviluppato nei precedenti viaggi, limando di volta in volta fino ad arrivare all&#8217;indispensabile, o quasi. è studiata per climi temperati/caldi, ma sostituendo un paio di capi, anche durante il viaggio, si può utilizzare in qualunque parte del mondo.<br />
nel post precedente accennavo al fatto che ho deciso di <a title="il Viaggio, il mio" href="http://www.vinxtrip.com/2012/06/il-viaggio-2/" target="_blank">viaggiare per qualche mese</a> facendo foto, quindi qui parlerò anche di quale attrezzatura ho portato e come sono riuscito a far stare tutto in uno spazio relativamente contenuto.<br />
per la cronaca, per ora questo zaino è andato bene per  Nuova Zelanda, Australia, Indonesia e Vietnam. forse vedrà anche altri paesi a breve, ad ogni modo l&#8217;ho usato anche in Europa e Africa senza problemi.</p>
<p style="text-align: justify;">innanzitutto vediamo il malloppo finito:</p>
<p style="text-align: center;"><img class=" wp-image-3175     aligncenter" title="zaino" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/06/zaino.jpg" alt="questa foto fa cagare" width="353" height="403" /></p>
<p style="text-align: justify;">lo zaino è da 40 litri, marca Quechua, e lo trovate in qualsiasi Decathlon. a fianco c&#8217;è la borsa della macchina fotografica (vedremo più avanti i dettagli).<br />
è uno zaino di ottima qualità e lo trovate sia in versione maschile che femminile, è regolabile per le diverse altezze e ha comode tasche esterne. la parte inferiore è divisa da quella superiore in modo da poterci inserire le scarpe o i vestiti zozzi ma all&#8217;occorrenza il divisorio si può aprire. la parte superiore, il pezzo forte, ha una cerniera verticale che è possibile aprire da entrambe le parti così da non dover svuotare lo zaino per raggiungere le mutande che avrete messo sotto tutto. purtroppo il problema di questa cerniera è che non da modo di essere chiusa con dei lucchetti, ma siamo preparati anche a questo. infine, sul fondo, possiede una tasca contenente la copertura antipioggia.<br />
ne ha viste tante ma fino a ora ha tenuto botta alla grandissima.<br />
se il contenuto pesasse meno di 10kg  potrebbe benissimo essere utilizzato come bagaglio a mano senza doverlo caricare nella stiva. in questo caso non è possibile perché ne pesa almeno 15kg. troppi? tenete conto che all&#8217;interno ci sono diversi chili di materiale tecnologico. senza di quello peserebbe tra i 10 e i 12 chilogrammi, forse meno.</p>
<p style="text-align: justify;">ok, ma cosa ci mettiamo dentro?<br />
di seguito il primo dettaglio con lo spiegone in <em>soli</em> 34 punti essenziali, dopo invece gli altri  47 più o meno opzionali:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3178" title="zaino" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/06/zaino1.jpg" alt="" width="1000" height="996" /></p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">borsa reflex: il contenuto lo vedremo più in basso nella sezione apposita.</li>
<li style="text-align: justify;">borsa computer: il contenuto lo vedremo più in basso nella sezione apposita.</li>
<li style="text-align: justify;">borsa accessori tecnologici: il contenuto lo vedremo più in basso nella sezione apposita.</li>
<li style="text-align: justify;">guida cartacea: nel caso dell&#8217;Australia pesa parecchio, ma il giorno prima della partenza per un&#8217;altra nazione la potete rivendere in una qualsiasi libreria d&#8217;usato e acquistare la successiva. lo so, è possibile caricarla comodamente in formato digitale sullo smartphone o su un tablet, ma per esperienza vi assicuro che consultarne una cartacea è cento volte più comodo (e non si scarica mai sul più bello)</li>
<li style="text-align: justify;">scarpe da passeggio: queste sono invernali, errore mio, vi consiglio un paio di scarpe da ginnastica primaverili se andrete al caldo.</li>
<li style="text-align: justify;">ciabatte da spiaggia: utili anche per farsi la doccia in certi bagni discutibili. prendersi le verruche in India non è uno scenario che vi consiglierei di testare.</li>
<li style="text-align: justify;">scarpe da trekking: nello zaino pesano e sono ingombranti ma in alcune situazioni sono indispensabili. oltre ovviamente alle camminate in montagna sono ottime sui terreni sconnessi, reggono bene la pioggia (o le pozzanghere di schifezze) e sono buone anche per girare in moto/motorino. anche loro sono Quecha, le ho pagate tipo 35€ e sono resistentissime.</li>
<li style="text-align: justify;">capi pesanti: una felpa e un maglioncino bastano e avanzano per la sera o per girare in moto.</li>
<li style="text-align: justify;">maglie tecniche: sono a maniche lunghe e vi serviranno in diverse situazioni. una è di cotone e può fungere da pigiama, una è sintetica e una semi-impermeabile. se non andate a correre o a fare altri sport potete portarne solo due perché riuscirete ad averne una sempre pulita.</li>
<li style="text-align: justify;">maglie: in qualunque posto andrete avrete a disposizione una lavanderia economica dietro l&#8217;angolo. dopo varie prove ho definito che tre è il numero giusto, due t-shirt (almeno una dev&#8217;essere dei <a href="http://www.gazebopenguins.com/legna/" target="_blank">Gazebo Penguins</a>) e una polo per le serate di gala. inutile portarne di più, vi accorgere che alla fine pescherete dallo zaino sempre le stesse, quelle appena uscite dalla lavanderia. per metterle nello zaino, come per tutti gli altri capi, vi consiglio di arrotolarle come nella figura in cima a questo post. sono più gestibili e si stropicciano meno.</li>
<li style="text-align: justify;">pantaloncini: con le ciabattine farete un figurone(?)</li>
<li style="text-align: justify;">pantaloni lunghi: anche in questo caso tre (compreso quello che avrete indosso) sono più che sufficienti. i jeans vanno bene ma portatene anche uno leggero.<br />
piccolo appunto: io ho preso dei jeans della GAP, sono molto belli ma si sono stracciati nel giro di poche settimane, acquistatene di resistenti.</li>
<li style="text-align: justify;">giubotto leggero: utile alla sera o nelle zone di montagna abbinato al maglione o a una maglia a manica lunga.</li>
<li style="text-align: justify;">K-Way: indispensabile. l&#8217;ombrello pesa e in diverse situazioni è poco gestibile. quello della foto ce l&#8217;ho da quando avevo 14 anni, è di un colore insensato (ma visibile anche di notte) e c&#8217;è scritto sopra &#8220;Lorenzo&#8221; a penna. mi sa che non era mio.</li>
<li style="text-align: justify;">rete antifurto: questa è davvero indispensabile, sia per i voli che per lasciare lo zaino in posti poco sicuri. la mia è la <a href="http://www.amazon.com/Pacsafe-Luggage-55L-Backpack/dp/B004WN9XC2/ref=pd_sim_sbs_sg_1" target="_blank">PacSafe 55l</a> che va benone per uno zaino da 40 litri. la uso ogni volta che devo imbarcare lo zaino, soprattutto se contiene materiale tecnologico costoso, e per dormire sui treni. si tratta di una rete d&#8217;acciaio che si avvolge come una rete da pesca intorno allo zaino. la chiusura è composta da un cavo d&#8217;acciaio molto robusto e un lucchetto. il cavo è abbastanza lungo per essere avvolto intorno a qualcosa (di inamovibile).   da qualche parte che non ricordo l&#8217;ho trovata a 49€ (questa in particolare mi è stata prestata). se pensate di usare lo zaino come bagaglio a mano sappiate che <a title="terraeanima – Diari di viaggio, parte prima – Insicurezza Nazionale" href="http://www.vinxtrip.com/2009/12/nepalindia-2009-diari-di-viaggio-parte-prima-insicurezza-nazionale/" target="_blank">sarà difficilissimo che ve la facciano portare sull&#8217;aereo.</a></li>
<li style="text-align: justify;">piccolo marsupio: in alcune occasioni può servire per evitare di portarvi telefono, chiavi dell&#8217;albergo/macchina/moto e portafoglio in tasca. all&#8217;interno ho messo un portafoglio da pancia per le visite più rischiose.</li>
<li style="text-align: justify;">coltello multiuso e pinze: utili per ogni evenienza.</li>
<li style="text-align: justify;">zaino palla: anche questo comprato al Decathlon. è uno zainetto leggero che da chiuso diventa una pallina ma da aperto è abbastanza capiente per inserire guida, netbook, alimentatori, panini, etc.</li>
<li style="text-align: justify;">gorillapod: è un cavalletto snodabile che può essere usato su qualunque superficie, anche avvolto sul ramo di un albero. il mio è il <a href="http://www.amazon.it/Joby-GorillaPod-SLR-Zoom-4590GP3011/dp/B004OFIJN2/ref=sr_1_5?ie=UTF8&amp;qid=1339584698&amp;sr=8-5" target="_blank">modello SLR</a> che va bene per reggere il peso di una reflex con grosse lenti. esiste anche il modello per le compatte. non è certo come avere un cavalletto professionale ma, a meno che non abbiate il reale bisogno di un buon cavalletto, occorre necessariamente scendere a patti e il gorillapod può essere un buon compromesso.</li>
<li style="text-align: justify;">borsetta imbottita: all&#8217;interno ho messo la copertura impermeabile per la reflex e lo scatto flessibile per la macchina fotografica di backup.</li>
<li style="text-align: justify;">pochette bagno: non vi dirò cosa portarvi per la vostra igiene ma, per i maschietti, se state in giro mesi recuperate una macchinetta taglia capelli/barba portatile, vi sarà utile.</li>
<li style="text-align: justify;">intimo: mai viaggiare senza delle calze a righe!</li>
<li style="text-align: justify;">costume da bagno della zia ricca(?).</li>
<li style="text-align: justify;">asciugamano: riguardo al colore, a mia discolpa, faccio presente che mi è stato prestato da una gentil pulzella.</li>
<li style="text-align: justify;">tappi per le orecchie: contate di dormire in ostello o in treno? abbiateli.</li>
<li style="text-align: justify;">cappello pesante: ne ho avuto bisogno una sola volta ma mi ha salvato da una probabile influenza (che vi devo dire, è l&#8217;età). normalmente uso un cappello da baseball, utile soprattutto sotto il sole, ma l&#8217;ho perso come un coglione a Sydney. ora ne ho uno simile acquistato in Vietnam con una bella stella rossa davanti.</li>
<li style="text-align: justify;">mascherina antismog: se pensate che non vi serva non siete mai stati nel sud-est asiatico. dopo una giornata in motorino, o semplicemente camminando per le strade citattadine (e non), a sera avrete un bello strato di inquinamento viscoso sulla pelle, figuratevi cosa respirano i vostri polmoni.</li>
<li style="text-align: justify;">sacchetti: non bastano mai. servono per mettere via le ciabatte bagnate, i vestiti sporchi, le bottiglie aperte, etc. etc. alla prima spesa li recupererete ma due o tre portateveli da casa.</li>
<li style="text-align: justify;">lucchetti: con la rete d&#8217;acciaio non ne ho mai avuto bisogno ma, anche in questo caso, se dormite in ostello portarvene uno non farà male.</li>
<li style="text-align: justify;">cartina stradale: usata una volta, sarebbe stata molto utile se in Australia non avessimo deciso di viaggiare in treno&#8230;</li>
<li style="text-align: justify;">borsa medicine: anche questa è indispensabile, a maggior ragione in Asia o paesi in cui è necessario assumere delle profilassi come l&#8217;antimalarico.<br />
<span style="text-decoration: underline;">da non dimenticare</span>: antidolorifici, antipiretici, antiacidi, antistaminici, antidiarroici, antibiotici a largo spettro, aspirine, cerotti.<br />
tenete il tutto al riparo dal calore.<br />
per non sbagliare portate anche i foglietti informativi (bugiardini) ma lasciate a casa le scatole che ingombrano soltanto. verificate che le date di scadenza siano scritte sui blister, in caso contrario trascrivetele.<br />
per quanto riguarda la salute e per ogni altra evenienza, anche se state via per poche settimane, se andate in zone con assistenza sanitaria insufficiente (Asia, Africa, et.) <strong>stipulate sempre un&#8217;assicurazione di viaggio</strong>. ce ne sono tante e valide ma ne parleremo eventualmente un&#8217;altra volta (magari anche per l&#8217;attrezzatura elettronica)</li>
<li style="text-align: justify;">occhiali da sole: servono sempre, meglio se con lenti polarizzate e struttura in plastica resistente. i miei sono Polaroid, costano meno di 50€ e sono molto solidi.</li>
<li style="text-align: justify;">borsa porta flash: il mio è un Canon Speedlite 430EX II, nel 99% delle foto in viaggio serve quanto un calcio nel culo, ma non si sa mai.</li>
<li style="text-align: justify;">bretelle: de gustibus&#8230;</li>
</ol>
<div style="text-align: justify;">se non devi fare fotografie professionali o non hai particolari esigenze tecnologiche puoi fermarti qui, per tutti gli altri vediamo adesso il contenuto della <strong>borsa della macchina fotografica</strong>:</div>
<div><img class="aligncenter size-full wp-image-3181" title="borsa 5DmkII" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/06/borsa-5DmkII.jpg" alt="" width="1000" height="750" /></div>
<ol>
<li style="text-align: justify;">borsa reflex: la mia è della National Geographic. sono i modelli che utilizzano anche i loro fotografi, sono comode e indistruttibili (io sono riuscito lo stesso a distruggerne una <a href="http://www.vinxtrip.com/tag/deserto/" target="_blank">nel deserto del Sahar</a>a, ma ne ha sopportate davvero tante).<br />
durante le sessioni fotografiche infilo la tracolla nei passanti della cintura, in questo modo la borsa non si muove troppo e ho sempre la macchina a portata di mano e così&#8230;non dovrete nemmeno portarvi la cintura.</li>
<li style="text-align: justify;">reflex + lente montata: nel mio caso sono una Canon 5D Mark II e un obiettivo 17-40mm con paraluce. sulla macchina non mi dilungo, è un vero e proprio gioiello sia per quanto riguarda le foto che i video. la lente l&#8217;ho comprata apposta per questo viaggio in quanto avevo bisogno di un grandangolo flessibile per i magnifici panorami di <a href="http://500px.com/vinx/sets/new_zealand" target="_blank">Nuova Zelanda</a> e <a href="http://500px.com/vinx/sets/australia" target="_blank">Australia</a>.</li>
<li style="text-align: justify;">ottica fissa con paraluce: si tratta di un 50mm f/1.4 di una luminosità incredibile. è l&#8217;Obiettivo per antonomasia, assolutamente indispensabile.</li>
<li style="text-align: justify;">pezzuole: qualche panno per pulire gli obiettivi</li>
<li style="text-align: justify;">passaporto: direi che è l&#8217;oggetto più utile di tutti&#8230;</li>
<li style="text-align: justify;">patente internazionale: verificate che possa servirvi su <a href="http://www.viaggiaresicuri.it/" target="_blank">Viaggiare Sicuri</a>. si fa in motorizzazione senza alcun esame e serve a non dover pagare multe salate, o peggio, quando vi fermeranno sulla vostra macchina/moto/camper in affitto.</li>
<li style="text-align: justify;">scheda di memoria supplementare: Sandisk ad alta velocità da 16GB. 16 sono tanti, ma la mia macchina scatta file RAW da 22MB e fa video in HD. per chi non ha attrezzatura così pompata consiglio piuttosto di comprare più schede da meno GB così se in caso se ne bruciasse una (senza che abbiate fatto i doverosi backup) non rischiate di perdere tutti vostri preziosi scatti.</li>
<li style="text-align: justify;">batteria supplementare: utile soprattutto se state in giro diversi giorni senza avere accesso alla corrente elettrica o se fate molti video. io gli ho appena fatto fare il bagnetto nell&#8217;acqua della baia di Uluwatu (Bali, Indonesia). si trovano piuttosto facilmente nelle grandi città, in questo caso io l&#8217;ho sostituita ad Hanoi (Vietnam).</li>
<li style="text-align: justify;">penna: inutile discuterne.</li>
<li style="text-align: justify;">taccuino: serve con il punto nove (dicono). stesso discorso della guida cartacea: non affidate appunti e organizzazione del viaggio alla tecnologia, è una stronza.</li>
<li style="text-align: justify;">cuffie: queste le ho ricomprate in Nuova Zelanda convinto di aver perso le mie.</li>
<li style="text-align: justify;">scatto remoto: utile per autoscatti o per eliminare qualunque tipo di vibrazione utilizzando il cavalletto.</li>
<li style="text-align: justify;">aggancio steady-cam: lo vediamo più avanti.</li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/Registratore-digitale-Handy-Recorder-H1/dp/B003Y6S2WU/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1339587923&amp;sr=8-1" target="_blank">ZOOM H1</a>: è un registratore professionale portatile. con un accessorio (acquistabile a parte per pochi euro) si monta sulla slitta del flash e sostituisce il pessimo microfono in dotazione alla vostra macchina. io lo uso spesso per registrazioni ambientali, interviste, per i miei <a href="https://vimeo.com/vinx" target="_blank">video</a> e per altri progetti. funziona con una pila stilo e dura un&#8217;eternità.</li>
<li style="text-align: justify;"> pile: per il registratore e per il flash.</li>
<li style="text-align: justify;">portachiavi Star Wars: senza un soldato imperiale come portachiavi la vostra vita sarà triste e se ne accorgeranno TUTTI.</li>
</ol>
<div style="text-align: justify;">siete arrivati fino a qui? io a stento, quindi passiamo subito alla terza parte, cioè <strong>la borsa del computer</strong>:</div>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3182" title="borsa air" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/06/borsa-air.jpg" alt="" width="1000" height="750" /></p>
<div>
<ol>
<li style="text-align: justify;">borsa computer: borsa a tracolla ottimizzata per MacBook Air.</li>
<li style="text-align: justify;">computer: io ho preso il MacBook Air perché ha la potenza sufficiente per gestire la produzione di video, ha un ottimo schermo per lavorare sulle fotografie, è leggero e soprattutto ha l&#8217;hard disk a stato solido quindi può essere utilizzato in movimento. come dici? anche il tuo (pesante) notebook può essere spostato da acceso? eh purtroppo no, se lo fai con un normale HD (quindi con una testina mobile in scrittura) va a finire che salta e inizi a imprecare ingiustamente contro la società produttrice. portatile vuol dire che lo puoi spegnere, spostare e riaccendere. se non vuoi fare questo, o lo vuoi usare per esempio sui mezzi, ti serve un netbook con l&#8217;hard disk SSD.</li>
<li style="text-align: justify;"> borsa porta HD esterno:<br />
3A. HD esterno da 1TB: indispensabile per i backup.<br />
3B. cavo usb: per scaricare foto/video/audio.<br />
3C. chiavette USB: comode e leggere, comode per spostare dati.<br />
3D. cavo smartphone: per caricare il cellulare.<br />
3E. adattatore HDMI: per vederti qualche film in TV (non indispensabile).<br />
3F. adattatore Ethernet: se non hai la porta Ethernet ti servirà.</li>
<li style="text-align: justify;">caricabatterie computer.</li>
<li style="text-align: justify;">HD esterno da 120GB: io lo uso come Time Machine (sistema di backup di Apple).</li>
<li style="text-align: justify;">taccuini: come farne a meno?</li>
<li style="text-align: justify;">guida rapida: sta in una tasca e non pesa come un macigno.</li>
<li style="text-align: justify;">adattatore presa elettrica: permette di utilizzare i vostri caricabatterie in qualsiasi nazione. mooolto utile.</li>
<li style="text-align: justify;">cuffie in-ear: le mie sono <a href="http://www.klipsch.com/image-s5i-rugged-in-ear-headset" target="_blank">queste</a>. impermeabili, robuste e con custodia rigida da cintura con luce incorporata.</li>
<li style="text-align: justify;">macchina compatta: serve per ogni evenienza o per montarla sul casco per i vostri video pazzarielli.</li>
<li style="text-align: justify;">adattatore usb per telefono: per non dover caricare il cellulare accendendo il computer.</li>
<li style="text-align: justify;">riduzione per caricabatterie MacBook Air: l&#8217;oggetto più inutile del creato, potevo lasciarlo a casa.</li>
</ol>
<div style="text-align: justify;">finalmente siamo arrivati all&#8217;ultima diapositiva, quella del<strong>la borsa degli accessori tecnologici </strong>(soprattutto fotografici) e altre amenità:</div>
</div>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3183" title="sacca foto" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/06/sacca-foto.jpg" alt="" width="901" height="1000" /></p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">borsa accessori: una qualsiasi, basta che non si rompa</li>
<li style="text-align: justify;">reflex di backup: in questo caso una Canon 40D. spera che non ti debba servire mai ma è meglio se te la porti. se ti si dovesse spaccare quella principale a 1000 chilometri dal primo centro civilizzato sarebbero <a href="http://www.youtube.com/watch?v=KeCwQjhX-R8" target="_blank">volatili per diabetici</a>.</li>
<li style="text-align: justify;">caricabatterie delle macchine fotografiche: purtroppo ne servirà uno per ogni tipo di macchina.</li>
<li style="text-align: justify;">schede di memoria: come sopra</li>
<li style="text-align: justify;">diffusore: serve tendenzialmente per migliorare l&#8217;effetto &#8220;flash sparato in da la fazza&#8221;</li>
<li style="text-align: justify;">torcia: si carica a manovella e può essere utile quando non state dormendo nel letto di casa vostra (i mignolini ringraziano).</li>
<li style="text-align: justify;">filtro neutro: ve ne servirà uno per ogni lente che avete. la sua utilità principale è proteggere l&#8217;obiettivo. quando succederà che la vostra lente colpirà frontalmente con violenza lo spigolo di un tavolo (o roccia) si spaccherà lui e non la vostra preziosissima, e difficilmente sostituibile, attrezzatura. toglie un filo di luce ma vaffanculo, no?</li>
<li style="text-align: justify;">telecomando computer: l&#8217;oggetto inutile di questa sacca. però l&#8217;ho utilizzato a casa di un amico a Maroubra Beach (Australia) per vedermi un film spaparanzato sul divano. fate vobis.</li>
<li style="text-align: justify;">adattatore usb da accendisigari: per caricare il vostro telefono nella macchina in affitto.</li>
<li style="text-align: justify;">cavo usb di scorta</li>
<li style="text-align: justify;">cavo audio &#8220;jack-jack&#8221;: unito all&#8217;adattatore USB da macchina è con un&#8217;autoradio con ingresso AUX è una bomba. nel <a href="http://www.nobordersmagazine.org/2012/04/nuova-zelanda-isola-del-sud-in-camper/" target="_blank">viaggio in camper nell&#8217;Isola del Sud</a> della Nuova Zelanda abbiamo sentito la nostra musica, fucking amazing!</li>
<li style="text-align: justify;">cavi caricabatterie: sono quelli di una volta che si usavano sulle radio portatili e che oggi si utilizzano in parecchi caricabatterie per reflex e portatili. se avete 10 dispositivi da attaccare non serve che portiate 10 cavi uguali, ne bastano un paio.</li>
<li style="text-align: justify;">cavo Ethernet: non in tutte le sistemazioni troverete connettività wireless né cavi in dotazione.</li>
<li style="text-align: justify;">termometro: comprato in viaggio a causa di sospetta febbre. compratelo elettronico, quello col mercurio è fragile e se si spezza nella borsa risulta tossico. eventualmente c&#8217;è un&#8217;applicazione per iPhone che funge da termometro ma ne userei uno vero&#8230;</li>
<li style="text-align: justify;">fazzoletti: smoccolare come i calciatori fa brutto.</li>
<li style="text-align: justify;">mollette: recuperate durante il viaggio, servono quando non c&#8217;è un&#8217;asciugatrice nei paraggi.</li>
<li style="text-align: justify;">cavalletto steady: questo modello non è ottimo per una reflex con ottiche pesanti, ma per registrazioni &#8220;quick and dirty&#8221; non è malaccio. per il prossimo viaggio cercherò di portarmene <a href="http://www.amazon.com/Glidecam-HD-2000-Hand-Held-Stabilizer/dp/B0020LB0MO/ref=sr_1_3?s=electronics&amp;ie=UTF8&amp;qid=1338049083&amp;sr=1-3" target="_blank">uno davvero serio</a>. dite che riesco a farcelo stare? io dico di sì.</li>
<li style="text-align: justify;">forbice: per il baffo che non deve chiedere mai.</li>
<li style="text-align: justify;">Zimt: paperella da vasca. un amico portatile è per sempre.</li>
</ol>
<div style="text-align: justify;"><strong>Altro?</strong><br />
sì, perchè? vi stavate annoiando?<br />
nella foto mancano:</div>
<div>
<ul style="text-align: justify;">
<li><a href="http://www.vibramfivefingers.com/products/Five-Fingers-Speed-Mens.htm" target="_blank">FiveFingers</a>: le avevo portate contro ogni ragionevole parere e ho dovuto smettere di correre a causa di una tendinite. sono scarpe ottime per la corsa <em><a href="http://www.honest-and-unmerciful.org/" target="_blank">barefoot</a></em> ma se non siete tremendamente allenati &#8211; e io non lo ero ancora &#8211; vi farete solo del male come il sottoscritto.</li>
<li>SIM locali: internet è uno strumento molto utile, se non insispensabile, per viaggiare. se state leggendo questo post probabilmente non vi state facendo organizzare il viaggio da un&#8217;agenzia, quindi avrete bisogno di prenotare alberghi, voli, treni, verificare orari, informarvi su attrattive, eventi, storia locale oppure caricare le vostro foto, articoli, post. infine, avere a disposizione Google Maps per orientarsi, soprattuto in Asia, e non perdere delle mezze giornate per arrivare alla meta è una vera manna.<br />
in Oriente una SIM con piano dati costa una sciocchezza e quasi sempre avrete la possibilità di utilizzare il vostro smartphone come modem. oltretutto avrete a disposizione qualche spicciolo per le chiamate locali verso alberghi e quant&#8217;altro (in Indonesia le SIM italiane non possono chiamare numeri locali, vai a sapere perchè).</li>
<li>posate biodegradabili: le ho usate per mangiare in giro insalate e similae.</li>
<li>caricabatteria solare: quello non lo avevo e mi sarebbe davvero servito. la batteria del mio cellulare regge poco e il sole è mancato di certo.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Considerazioni finali</strong>:<br />
con questo zaino potrete stare in giro potenzialmente per sempre e vi assicuro che rimane spazio per aggiungere qualche piccolo souvenir. nella foto in alto, quella dello zaino chiuso, non si vede la borsa del portatile per il semplice motivo che c&#8217;è stata dentro, per dire (per volare io la tengo fuori insieme alla borsa della reflex e non mi hanno mai fatto storie).<br />
purtroppo la borsa del portatile e quella della reflex insieme pesano almeno 5 chili, ma per fare fotografia di viaggio seria è un peso indispensabile. tolte quelle e la borsa degli accessori, e magari aggiungendo un netbook o un tablet per ogni evenienza,  il peso complessivo si aggirerebbe sui 10-12 chilogrammi al posto dei 15-17 (zaino) + 5 (borse).<br />
certo, non è la configurazione adatta per girare tutto il tempo a piedi, ma in realtà la maggior parte del tempo lo zaino rimarrà in una camera d&#8217;albergo, in volo o sui mezzi di trasporto.<br />
non è indispensabile portarsi tutto quello che avete visto direttamente da casa, tantissime cose potrete acquistarle direttamente in viaggio, (quasi) non esiste nazione in cui non potrete acquistare in loco per esempio: capi d&#8217;abbigliamento, fazzoletti, guide e soprattutto i prodotti per il bagno che sono pesanti e se li mettete nel bagaglio a mano possono farvi problemi in aeroporto.<br />
i vestiti pesano, <strong>portatene sempre il meno possibile</strong> perché ogni paese ha i suoi ottimi capi che una volta acquistati potrete poi sfoggiare al ritorno in patria. io spesso li compro come souvenir unendo l&#8217;utile al dilettevole.</p>
<p style="text-align: justify;">direi che a questo punto abbiamo finito (fiuuu) ma sentitevi liberi di dire la vostra nei commenti, ogni suggerimento è sempre ben accetto!</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>il Viaggio, il mio</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jun 2012 05:13:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vinx</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="288" height="191" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/06/curve-288x191.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="curve" />cosa ci faccio a Bali dopo due mesi in viaggio tra Nuova Zelanda e Australia? semplice: faccio quello che volevo fare nella vita: usare le immagini (vedi foto/video) per poterci vivere un domani. no, non è vero, di semplice c&#8217;è stato &#8230; <a href="http://www.vinxtrip.com/2012/06/il-viaggio-2/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
	<img width="288" height="191" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/06/curve-288x191.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="curve" />			<content:encoded><![CDATA[<p></p><br /><p style="text-align: justify;">cosa ci faccio a Bali dopo due mesi in viaggio tra <a href="http://500px.com/vinx/sets/new_zealand" target="_blank">Nuova Zelanda</a> e <a href="http://500px.com/vinx/sets/australia" target="_blank">Australia</a>?<br />
semplice: faccio quello che volevo fare nella vita: usare le immagini (vedi foto/video) per poterci vivere un domani.<br />
no, non è vero, di semplice c&#8217;è stato ben poco in realtà.<br />
vi sarà capitato di pensare &#8220;mi piacerebbe tanto viaggiare ma il mio lavoro/avere dei figli non me lo permette&#8221; oppure &#8220;dovrei proprio scriverlo quel libro, ma come faccio con questo portatile vecchio?&#8221; o ancora &#8220;dovrei proprio lasciare questo lavoro di merda e fare quello che vorrei veramente, ma almeno questo mi da da mangiare&#8221;.<br />
sì, lo avete pensato, ma sapeto cosa? sono tutte <strong>scuse</strong>, tutte cazzate.<br />
si può viaggiare avendo una famiglia, un libro si può scrivere su un computer del &#8217;79 (o con carta e penna) e il lavoro si può cambiare. in tanti l&#8217;hanno fatto, potete farlo anche voi.<br />
parlando di questioni più immediate: quante altre volte avete detto a qualcuno &#8220;eh dovrei proprio fare/rifare la mia homepage, è che non ho mai tempo!&#8221;, &#8220;è un po&#8217; che non leggo, è che non ho mai tempo!&#8221;, &#8220;mi piacerebbe imparare una lingua, ma chi ha tempo?&#8221; e quando lo dite però distogliete lo sguardo, guardate a terra, oppure cercate con apprensione di scorgere approvazione nel viso dell&#8217;interlocutore?<br />
sapete perché? perché siete ineluttabilmente <em>colpevoli</em> e lo sapete bene, solo che non lo volete ammettere nemmeno a voi stessi.<br />
se non passaste tutte quelle ore sul divano a guardare serie TV, se non controllaste ogni quindici minuti i vari social network, se non fissaste il telefonino alla ricerca di <em>qualunque</em> aggiornamento che giustifichi l&#8217;isolarsi dalla realtà circostante mentre siete in compagnia/state guidando/siete in bagno, se non doveste fumarvi una sigaretta prima di <em>fare</em> qualcosa, se non foste stanchi per la giornata lavorativa (in cui per un buon 70% del tempo siete stati a cazzeggiare sul web), se non fosse uscito il bel tempo proprio mentre stavate iniziando (e potremmo andare avanti ore a trovare altri esempi) sareste già laureati in medicina e avreste già trovato la cura per il cancro, tipo.<br />
sbaglio?<br />
tra tutti questi motivi ce n&#8217;è uno davvero valido che possa giustificare il fatto che non state facendo quello che vi rende felici? no, no e NO. <strong>è solo</strong> <strong>pigrizia e paura di sbagliare</strong>.<br />
come so tutto questo? perché sono la persona più pigra che conosco.<br />
pigro in modo patologico.<br />
la forza di volontà non mi manca e quando inizio un lavoro non mi fermo più, ma la voglia di iniziare un lavoro no, mai avuta.<br />
c&#8217;è sempre stato qualcosa da fare prima, qualcosa di veloce e appagante, &#8220;che saranno cinque minuti&#8221;, che poi sono diventati dieci minuti, poi trenta, poi ore, poi giorni e senza accorgermene sono diventati anni.<br />
fin da ragazzino ho amato la fotografia, ma ho deciso che sarebbe stato il mio lavoro quando ho comprato la mia prima reflex a quattordici anni. ovviamente era troppo presto per pensare semplicemente di fare qualunque lavoro, ma l&#8217;idea era quella.<br />
quanto tempo è passato da quando ho iniziato a rimandare di quei fatidici dieci minuti nell&#8217;impegnarmi perché la fotografia diventasse il mio lavoro? vent&#8217;anni.<br />
<strong>VENTI</strong>. <strong>ANNI</strong>.<br />
ero bravo a smanettare coi computer e negli anni &#8217;90 non mancava certo la richiesta di tecnici volenterosi e così ho iniziato a lavorare nell&#8217;informatica. il mio primo lavoro fu quello di pulire le stampanti, cambiare schede video bruciate e monitor. l&#8217;informatica era una mia grande passione quindi ci volle poco tempo perché mi distinguessi in altri ambiti, soprattutto in quello della sicurezza che era un mio pallino. diventai System and Database Administrator, poi consulente specializzato in progetti IT mission critical nelle telecomunicazioni e infine Project Manager.<br />
le dinamiche che inducono le aziende italiane a far crescere dei bravi tecnici per farli diventare dei capetti, abbandonando di fatto le capacità acquisite, ancora non mi sono chiare, ma questa è un&#8217;altra storia.<br />
quello che invece mi era chiaro era che mi stavo annoiando a morte. ero nella classica posizione &#8220;troppo pagato per quello che faccio, troppo poco per quanto mi annoio&#8221; e mi ero inutilmente convinto di poter fare quello che volevo nei ritagli di tempo o dopo il lavoro.<br />
<em>grande cazzata</em>. come si suol dire: chi non risica non rosica.<br />
l&#8217;informatica doveva essere il &#8220;daily job&#8221; che mi doveva dare i fondi per fare altro ma, per quanto fossi oltremodo efficiente nell&#8217;organizzare gli altri, non ero in grado di gestire il mio tempo libero, lo ammetto.<br />
quindi, avevo un bel lavoro, una bella casa vicino al centro e tante altre belle cose, ma ero infelice perché ogni giorno ero debilitato dalla rabbia, dallo stress, dai sensi di colpa per non aver concluso realmente nulla di quello che volevo veramente fare.<br />
ero arrivato a quel tipico momento dopo i trent&#8217;anni in cui ci si rende conto di essere a un bivio.<br />
le scelte erano il continuare a lasciarmi trasportare placidamente dalla corrente proseguendo con il mio tranquillo lavoro 9-18 concedendomi un mese di ferie all&#8217;anno e deprimendomi per tutto il resto del tempo, oppure <strong>mettermi seriamente in gioco</strong> provando a costruire qualcosa che mi rendesse felice sul serio o quantomeno provarci.<br />
sono ateo, non credo che quando calerà il sipario inizierà una nuova meravigliosa vita di gratificazioni su una nuvoletta, credo di avere solo questa vita da spendermi e il più grande delitto sarebbe sprecarla.<br />
non voglio voltarmi indietro, ormai vecchio, pensando a cosa avrei potuto fare senza nemmeno averci provato, quindi con un enorme sforzo ho deciso che l&#8217;unica scelta davvero sensata era la seconda: provarci.<br />
ho lasciato il lavoro, venduto la casa, messo via o venduto gli oggetti che non mi servivano, ho investito in nuova attrezzatura fotografica e in un&#8217;assicurazione di viaggio e sono partito alla ricerca di storie e paesaggi da immortalare.<br />
sembra una cosa impossibile, rischiosa, ma di fatto è molto più semplice di quanto immaginiate. bisogna solo iniziare a <strong>credere in se stessi</strong>, che è la cosa più difficile.<br />
<strong>cambiare è sempre una cosa buona</strong>.<br />
quando lavoravo nell&#8217;informatica in dieci anni ho cambiato tredici clienti. quasi sempre è andata meglio, a volte è stato peggio ma questo mi dava lo spunto per migliorare ancora.<br />
se hai superato i trenta (e non stai facendo da parassita ai tuoi genitori) un gruzzolino da parte lo devi aver messo per poter vivere qualche mese senza i proventi del tuo attuale lavoro (io ho le tasche bucate e quello che ho messo da parte è proprio il minimo), ma questa scelta è comunque un salto nel buio. nessuno ti garantisce quando e quanto potrai guadagnare in seguito.<br />
una volta che ti metti in proprio sei da solo con <strong>te stesso</strong>, <strong>il tuo più grande nemico</strong>.<br />
sì perché attenzione: nel momento in cui avrai 24 ore di tempo libero al giorno, anche se sarai ai caraibi facendo il lavoro dei tuoi sogni, avrai comunque un posto dove stravaccarti, una TV da accendere, un social network su cui cazzeggiare.<br />
<strong>rendere produttive quelle ore sarà la vera sfida</strong>.<br />
lavorare su se stessi è più impegnativo che andare in palestra tutti i giorni. il rischio &#8220;di lasciar scadere l&#8217;abbonamento&#8221; e tornare piano piano nella propria sfera di comfort è sempre in agguato, ogni giorno. si tratta di un allenamento duro e faticoso, che lascia indolenziti e con molte cicatrici scavate dagli errori che fisiologicamente si commetteranno (la vita vera è difficile là fuori, non ve lo devo dire io), ma che da anche molte soddisfazioni che la calma, tranquilla, zona di sicurezza non potrà mai dare.<br />
si cresce piano piano, giorno per giorno, ma i risultati arrivano.<br />
hey, come ho detto in precedenza io sono pigro di natura, non ho trovato il santo graal e non mi sento di poter fare il maestro di vita a nessuno.<br />
scrivo queste righe proprio perché anche io stesso possa rileggerle e darmi la forza per continuare.</p>
<p style="text-align: justify;">quali sono i passi concreti, &#8220;in soldoni&#8221;, per poter iniziare a <em>fare</em> e non solo <em>pensare di fare</em>? magari ne parliamo ancora nei prossimi giorni, questo post è diventanto fin troppo lungo.<br />
intanto provate a riflettere un po&#8217; anche voi su dove state andando, se state trascinando i piedi o state intraprendendo il vostro vero e unico Viaggio.</p>
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		<title>I Cani Non Sono I Pinguini Non Sono I Cani</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 07:16:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;i cani non sono i pinguini non sono i cani&#8221; è il nuovo album in cui si incontrano due band molto diverse: Gazebo Penguins e I Cani, rispettivamente prodotti da Luca Benni di To Lose La Track ed Emiliano Colasanti &#8230; <a href="http://www.vinxtrip.com/2012/04/i-cani-non-sono-i-pinguini-non-sono-i-cani/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p></p><br /><p style="text-align: justify;"><div class='embed-vimeo' style='text-align:center;'><iframe src='http://player.vimeo.com/video/39532431' width='400' height='300' frameborder='0'></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;i cani non sono i pinguini non sono i cani&#8221; è il nuovo album in cui si incontrano due band molto diverse: Gazebo Penguins e I Cani, rispettivamente prodotti da Luca Benni di <a href="http://www.toloselatrack.org/" target="_blank">To Lose La Track</a> ed Emiliano Colasanti di <a href="http://www.42records.it/" target="_blank">42 Records</a>.<br />
potete ascoltarlo in anteprima qui: <a href="http://icaninonsonoipinguini.it/" target="_blank">icaninonsonoipinguini.it</a>. dovrete cliccare molto forte, se no siete squalificati.<br />
a me sono piaciuti molto sia i nuovi pezzi sia le reinterpretazioni delle rispettive cover.<br />
chi mi conosce sa che sono particolarmente affezionato ai Pinguini. sono delle persone d&#8217;oro e fanno le cose con il cuore, come quest&#8217;album.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">lo split uscirà il 21 Aprile 2012 in occasione del <a href="http://www.recordstoreday.com/" target="_blank">Record Store Day</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;">ne ho fatto un teaser video, lo vedete qui in alto. le riprese sono state girate al Piper di Roma e all&#8217;Estragon di Bologna nelle date dei tour dei Cangazebo.</p>
<p style="text-align: justify;">per i <a href="http://www.gazebopenguins.com" target="_blank">Gazebo</a> ho fatto anche altri due video in passato.<br />
uno ha come colonna sonora la mitica &#8220;<a href="http://bc.gazebopenguins.com/track/senza-di-te" target="_blank">Senza di Te</a>&#8221; e le immagini live di qualche concerto, compresa la comparsata de Il Mostro A Due Teste (Capra dei GP e Jacopo Lietti dei <a href="http://finebeforeyoucame.com/" target="_blank">Fine Before You Came</a>, che ne ha composto il testo), eccolo qui:</p>
<p style="text-align: justify;"><div class='embed-vimeo' style='text-align:center;'><iframe src='http://player.vimeo.com/video/36760681' width='400' height='300' frameborder='0'></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">l&#8217;altro invece racconta la loro vita in viaggio tra un concerto e l&#8217;altro:</p>
<p style="text-align: justify;"><div class='embed-vimeo' style='text-align:center;'><iframe src='http://player.vimeo.com/video/36226354' width='400' height='300' frameborder='0'></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">su No Borders Magazine potete trovare <a href="http://www.nobordersmagazine.org/2012/02/gazebo-penguins-legna-tour/" target="_blank">un bel pezzo dove i Pinguini raccontano in prima persona cosa vuol dire per loro viaggiare</a> e, se siete tra i pochi che ancora non li conoscono, da lì potete ascoltare gratuitamente tutto LEGNA.</p>
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		<title>Rewoolution RAID 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 15:25:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img width="288" height="192" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/09/Rewoolution-RAID-4-288x192.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Rewoolution RAID" />il 22-23 Settembre si è tenuta l&#8217;edizione estiva del secondo Rewoolution Raid e io sono stato chiamato per fare qualche foto. di che si tratta? è un&#8217;impegnativa due giorni di sport dove amatori e professionisti si sfidano in diverse discipline come &#8230; <a href="http://www.vinxtrip.com/2012/04/rewoolution-raid-2012/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
	<img width="288" height="192" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/09/Rewoolution-RAID-4-288x192.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Rewoolution RAID" />			<content:encoded><![CDATA[<p></p><br />
<a href='http://www.vinxtrip.com/2012/04/rewoolution-raid-2012/rewoolution-raid-22/' title='Rewoolution RAID'><img width="188" height="188" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/09/Rewoolution-RAID-22-188x188.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rewoolution RAID" /></a>
<a href='http://www.vinxtrip.com/2012/04/rewoolution-raid-2012/rewoolution-raid-21/' title='Rewoolution RAID'><img width="188" height="188" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/09/Rewoolution-RAID-21-188x188.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rewoolution RAID" /></a>
<a href='http://www.vinxtrip.com/2012/04/rewoolution-raid-2012/rewoolution-raid-10/' title='Rewoolution RAID'><img width="188" height="188" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/09/Rewoolution-RAID-10-188x188.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rewoolution RAID" /></a>
<a href='http://www.vinxtrip.com/2012/04/rewoolution-raid-2012/rewoolution-raid-4/' title='Rewoolution RAID'><img width="188" height="188" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/09/Rewoolution-RAID-4-188x188.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rewoolution RAID" /></a>
<a href='http://www.vinxtrip.com/2012/04/rewoolution-raid-2012/rewoolution-raid-6/' title='Rewoolution RAID'><img width="188" height="188" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/09/Rewoolution-RAID-6-188x188.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rewoolution RAID" /></a>
<a href='http://www.vinxtrip.com/2012/04/rewoolution-raid-2012/rewoolution-raid-17/' title='Rewoolution RAID'><img width="188" height="188" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/09/Rewoolution-RAID-17-188x188.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rewoolution RAID" /></a>
<a href='http://www.vinxtrip.com/2012/04/rewoolution-raid-2012/rewoolution-raid-23/' title='Rewoolution RAID'><img width="188" height="188" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/09/Rewoolution-RAID-23-188x188.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rewoolution RAID" /></a>
<a href='http://www.vinxtrip.com/2012/04/rewoolution-raid-2012/rewoolution-raid-7/' title='Rewoolution RAID'><img width="188" height="188" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/09/Rewoolution-RAID-7-188x188.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rewoolution RAID" /></a>
<a href='http://www.vinxtrip.com/2012/04/rewoolution-raid-2012/rewoolution-raid-14/' title='Rewoolution RAID'><img width="188" height="188" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/09/Rewoolution-RAID-14-188x188.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rewoolution RAID" /></a>
<a href='http://www.vinxtrip.com/2012/04/rewoolution-raid-2012/rewoolution-raid-24/' title='Rewoolution RAID'><img width="188" height="188" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2012/09/Rewoolution-RAID-24-188x188.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rewoolution RAID" /></a>

<p style="text-align: justify;">il 22-23 Settembre si è tenuta l&#8217;edizione estiva del secondo <a href="http://www.rewoolutionraid.com/it/" target="_blank">Rewoolution Raid</a> e io sono stato chiamato per fare qualche foto.<br />
di che si tratta?<br />
è un&#8217;impegnativa due giorni di sport dove amatori e professionisti si sfidano in diverse discipline come la corsa, mountain bike, kayak, orienting, salite in quota e calate verticali aggrappati a una corda.<br />
i Nostri non solo hanno dovuto combattere tra loro per accaparrarsi il goloso premio finale &#8211; il viaggio in <a href="http://500px.com/vinx/sets/new_zealand" target="_blank">Nuova Zelanda</a> - ma anche contro il vento gelido che li ha accolti al rifugio montano dove hanno montato le loro tende per passare la notte e smaltire i crampi.<br />
più di uno ha concluso la prima giornata in ambulanza a causa dello sforzo eccessivo. nulla di grave, ma questo vi da il polso di quanto sia stata agguerrita questa gara.<br />
l&#8217;organizzazione mi ha chiesto se anche io volevo calarmi dalla montagna e io non ho perso l&#8217;occasione. ho scattato un paio di foto durante la discesa, le potete vedere nella gallery qui in alto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ci sono delle REGOLE (non è vero)</title>
		<link>http://www.vinxtrip.com/2011/12/ci-sono-delle-regole-non-e-vero/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 20:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vinx</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="288" height="288" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2011/12/regole-288x288.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="regole" />questo blog è nato per raccogliere qualche diario dei miei viaggi. si è trasferito, come me, in diversi posti e ha cambiato look tante volte. nel corso degli anni ho iniziato a pubblicare anche altro: racconti, poesie, foto, guide e &#8230; <a href="http://www.vinxtrip.com/2011/12/ci-sono-delle-regole-non-e-vero/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
	<img width="288" height="288" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2011/12/regole-288x288.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="regole" />			<content:encoded><![CDATA[<p></p><br /><p style="text-align: justify;">questo blog è nato per raccogliere qualche diario dei miei viaggi.<br />
si è trasferito, come me, in diversi posti e ha cambiato look tante volte.<br />
nel corso degli anni ho iniziato a pubblicare anche altro: racconti, poesie, foto, guide e citazione di libri. non molto, ma quanto bastava a saziare la mia voglia di condividere qualcosa di più ragionato rispetto alle parole un tanto al chilo a cui i social network ci hanno abituato. qualcosa è stato cancellato, qualcosa è stato riscritto e qualcos&#8217;altro è rimasto immutato, anche le cose scritte male, giusto per per ricordarmi di chi sono in funzione di chi ero.<br />
dai diari di viaggio sono passato in qualche modo a parlare del mio Viaggio, quello con la maiuscola, quello che vivo tutti i giorni. quello fatto di relazioni, amicizie, libri, film e ancora viaggi. tutte quelle esperienze che cambiano la vita anche senza uscire necessariamente dal recinto cittadino.<br />
da qualche tempo però sento l&#8217;esigenza di trasformare questo personalissimo parco giochi in qualcosa di più ampio, di più condiviso, mutevole, contaminato.<br />
un blog personale è un formato &#8220;uno a molti&#8221; che ha insito un distacco che poco mi appartiene, meno ancora in questo periodo.<br />
in questi anni, soprattutto negli ultimi mesi, ho conosciuto tante persone.<br />
persone interessanti che hanno un punto di vista sul mondo affine al mio o totalmente differente, che si muovono a tentoni come tutti ma senza seguire necessariamente il gregge, che fanno cose con e per passione senza chiedere niente in cambio, che raccontano il mondo con parole e fotografie e disegni, che sanno farti un complimento quando fai qualcosa che vale, che non si sentono i migliori in quello che fanno e che sono capaci di mandarti a cagare quando devono: amici insomma.<br />
ho chiesto quindi ad alcuni di voi di scrivere un post per questo blog e mi avete risposto in tanti, anche chi non mi sarei aspettato, ma giustamente occorre spiegare LE REGOLE.<br />
ebbene, regole vere e proprie non ce ne sono. il tema è il Viaggio ma ,come ho spiegato prima, questo concetto accoglie praticamente ogni cosa.<br />
potete scrivere di un vero e proprio viaggio, magari di uno che vi ha cambiato la vita, ma anche di una passeggiata tra i colori del vostro quartiere, di una giornata di pioggia che vi ha ricordato qualcosa, di un ricordo di quando eravate bambini; insomma qualunque storia che abbiate voglia di raccontare, ma che sia qualcosa che vi ha cambiato, almeno un po&#8217;, o che potrebbe farlo.<br />
potete anche inventarvi un racconto, va benissimo. come ho già detto, io qui ho scritto sia di esperienze mie che racconti totalmente inventati.<br />
alcuni di voi hanno dei blog di settore in cui non c&#8217;è spazio per raccontare qualcosa di più personale o scrivere una storia. ecco, usate questo se vi va.<br />
non dovete nemmeno firmarvi con i vostri nomi/nick se non ve la sentite, non è uno spazio pubblicitario (anche volendo, questo non è il blog dell&#8217;anno&#8230;), solo un posticino caldo.<br />
a meno che non siate fotografi o disegninatori, la foto di corredo al post ce la metto io (ma se ci tenete a usarne una vostra va bene).<br />
chi non ce l&#8217;ha già, trova la mia mail nel link about in alto a destra in qualunque pagina di questo blog. voi mi mandate il testo con il titolo e io creo il post a vostro nome.<br />
ditemi anche con che nome/nick volete essere pubblicati, poi comunque approfondiremo i dettagli personalmente prima di postare.<br />
magari vi creerò pure un utente così la prossima volta, sempre se vi va, potrete scrivere quello che vi pare direttamente da soli (potrete solo salvare una bozza poi lo pubblico io, giusto per rifinire tag, categorie e cazzate varie).<br />
la data di scadenza? 21 Marzo 2046. perchè? perchè da ragazzino ho fatto tre sedute spiritiche e in tutte è saltata fuori quella data come giorno della mia morte. potrei schedularli pure per dopo, per carità, ma mi farebbe piacere leggerli prima. se riuscite a fare qualcosa con almeno una trentina d&#8217;anni in anticipo sulla scadenza noi qui vi si vorrebbe ancora più bene.<br />
ho un paio di idee su cosa farne in seguito (singolarmente o tutti insieme) se viene fuori qualcosa di carino ma ne parliamo poi, ché &#8216;sto post sta diventando troppo lungo e io ho l&#8217;acqua che bolle.<br />
fate del vostro meglio (o del vostro peggio).</p>
<p style="text-align: justify;">enjoy.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>reflex</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 12:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vinx</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="288" height="191" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2011/11/reflex-288x191.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="reflex" />me ne stavo lì, semplicemente immobile, disteso sul divano di pelle del soggiorno grondando sudore. sentivo l&#8217;afa stringermi la gola togliendomi la voglia di prendere una sedia e allungare le mani sulla tastiera. il sole filtrava dalle tapparelle abbassate proiettando &#8230; <a href="http://www.vinxtrip.com/2011/11/reflex/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
	<img width="288" height="191" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2011/11/reflex-288x191.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="reflex" />			<content:encoded><![CDATA[<p></p><br /><p style="text-align: justify;">me ne stavo lì, semplicemente immobile, disteso sul divano di pelle del soggiorno grondando sudore.<br />
sentivo l&#8217;afa stringermi la gola togliendomi la voglia di prendere una sedia e allungare le mani sulla tastiera.<br />
il sole filtrava dalle tapparelle abbassate proiettando fasci di luce polverosa sul pavimento ingombro di cenere e pacchetti di sigarette vuoti.<br />
silenzio.<br />
sono anni che non lo sento più ormai.<br />
i giorni e le interminabili notti sono scanditi da un sottofondo persistente di ventole in movimento e hard disk in scrittura.<br />
i suoni costanti e ripetitivi mi rilassano. in una sala server dormirei come un bambino. non so perché, ma nel suono delle ventole percepisco sempre una melodia. musica classica.<br />
click<br />
il pomeriggio scorreva lentamente volgendo a sera mentre sul terminale scorrevano righe di codice in compilazione.<br />
al tramonto iniziò a piovere. un acquazzone estivo che sarebbe inaspettatamente durato tutta la notte.<br />
fumai qualcosa.<br />
spensi il mozzicone nel posacenere cromato di fianco alla tastiera.<br />
mentre fissavo il cursore verde del terminale lampeggiare sul fondo del monitor tutto prese a muoversi lentamente.<br />
hardware liquido.<br />
il codice sorgente iniziò a colare sul pavimento in finissimi rivoli di luce verde, si espanse come una radice sul linoleum e iniziò a salirmi lungo le gambe, s’intrecciò e si diramò. molto lentamente risalì le braccia e il collo diretto al setto nasale e infine s’insinuò con un guizzo nella corteccia cerebrale.<br />
tutto si congelò in una pausa estatica.<br />
tutto rimase immobile mentre i miei pensieri rallentavano e si espandevono al ritmo del mio battito cardiaco. sentivo distintamente il mio respiro lento e affannato rimbombarmi nelle orecchie.<br />
rimasi in questo stato per quasi un’ora.<br />
click<br />
atterrai nella chiazza di sudore che una volta era il divano e decisi che era ora di bere l&#8217;ennesimo caffè. non avevo mangiato nulla ma avevo bisogno di una scusa per fumare ancora.<br />
continuava a piovere.<br />
il delta-9 mi provoca spesso dei feroci mal di testa e m’infiamma lo stomaco, per questo tengo sempre a portata di mano un antidolorifico e una scatola di antiacidi . quella roba è vomitevole ma mi da pace quanto basta per farmi lavorare e per accendermene un’altra.<br />
mi ripeto sempre che quella sarà l&#8217;ultima. perché bisogna porsi dei limiti, dei paletti, che poi infrangerò con finta noncuranza accampando motivazioni fragili quanto la volontà di resistere a me stesso.<br />
click<br />
lo faccio per rallentare i pensieri, o forse è solo un’abitudine all’autodistruzione controllata.<br />
sono un abitudinario. un abitudinario dei numeri per la precisione.<br />
tutto ciò che faccio, nel bene e nel male, deve essere ripetuto una serie di volte. solitamente serie di tre o di cinque.<br />
il numero di righe in una mail, il numero di volte in cui mi abbandono all’inedia, il numero di volte che fumo una sigaretta, Il numero di volte che bevo. insomma, il numero di volte che compio qualunque azione.<br />
quando voglio aggirare qualche costrizione vanno bene anche il due e il sette, oppure sommare le serie, in una continua ricerca di quell’equilibrio effimero dato dalla solidità di un codice in cui identificarmi.<br />
credo che sia nato tutto un giorno in cui vidi mio padre prendere una penna che gli era appena caduta e farla ricadere appositamente a terra per poi riprenderla. un gesto assurdo che per qualche motivo fece scattare in me qualcosa. curioso.<br />
click<br />
“esiste un momento preciso in cui, se sei capace di ascoltare, senti un prurito leggero vicino alle scapole. non è fastidioso, è un piacevole solletico proprio di qualcosa che sta crescendo ma non ne ha ancora volontà precisa”. così lei mi disse qualche giorno prima di andarsene con quello che rimaneva della mia vita sociale. “farsi crescere le ali”, diceva.<br />
di sicuro volò via, ma le ali non gliele vidi aprire.<br />
parlava in continuazione di arte. di questo o quell’artista che si era inventato qualcosa di originale e divertente. “fanculo l’arte divertente” rispondevo io e tutto degenerava.<br />
per me l’arte è qualcosa di viscerale, che viene dallo stomaco, che ti torce le budella.<br />
lei era una creativa e non riusciva a capire cosa fosse realmente l’Arte per me.<br />
ci amavamo ma non riuscivamo a capirci.<br />
quando se ne andò lasciò un grande vuoto. avrei potuto rincorrerla, fermarla e farle capire quanto era importante per me, ma mi feci bloccare dall’orgoglio.<br />
i giorni passarono e con loro il coraggio di provarci.<br />
click<br />
quella sensazione di cui parlava per me fu qualcosa di diverso.<br />
la sentii vivamente un giorno verso l&#8217;imbrunire. la luce in quell&#8217;ora sembrava scivolare all&#8217;interno da sotto la porta e dalle finestre aperte, comprimendosi e riscaldandosi.<br />
tutto aveva il colore del caldo, un tenue rosso e un agguerrito giallo ambrato.<br />
le volute di fumo si alzavano sommessamente dal posacenere posto al centro del tavolo di legno laccato e rimanevano lì, sospese, galleggiando nella cucina in penombra.<br />
nel momento in cui avvertii il bagliore l’aria divenne immobile e poi un boato m’investii trasportando con sé polvere rovente.<br />
un canto muto nella mia mente e petali verdi che si adagiavano su tutte le cose.<br />
sentii il bisogno di un antidolorifico extra.<br />
click<br />
non amo uscire e incontrare gente. non parlo mai con nessuno se non attraverso un terminale.<br />
preferisco i rapporti remoti dove le persone sono quello che vorrebbero essere, il loro lato migliore o quello peggiore. un rapporto uno a molti tra l&#8217;essere fisico e la sua proiezione idealizzata.<br />
probabilmente la mia fobia circa il contatto fisico non mi ha mai aiutato nei rapporti interpersonali, quelli in carne e ossa dico.<br />
mi lavo le mani parecchie volte al giorno fino a scorticarmele. da qualche parte ho letto che questo ha a che fare con i sensi di colpa, con il disturbo ossessivo compulsivo o roba del genere. lavare le mani per lavarsi la coscienza, pare.<br />
click<br />
ho lavorato un anno interno a questo progetto, mangiando qualunque cosa fosse possibile ordinare online e pagando i conti con qualche lavoretto sul web.<br />
c’è sempre qualcuno che vuole un’informazione e se questa è accessibile attraverso una rete io so come trovarla.<br />
E’ una questione di tempo e di perseveranza, ed io ne ho da vendere.<br />
certo, non ottengo gli accessi ai server con una stretta di mano e una pacca sulle spalle, sia chiaro. me le sudo le mie passeggiate in rete.<br />
qualcuno mi ha chiesto cosa ci trovo di tanto divertente nell&#8217;entrare in una rete senza chiedere il permesso. c&#8217;è chi lo fa per avere informazioni, o per spirito di distruzione, o per soldi. io sono solo curioso.<br />
a volte lo faccio perchè non sopporto le casseforti chiuse con dentro cose che dovrebbero essere mie di diritto. alcune informazioni dovrebbero essere di tutti.<br />
ad essere sincero lo faccio principalmente per l&#8217;adrenalina. per sentirmi vivo.<br />
quando sfondi le barriere di una rete e ti lanci all’interno ti trovi in caduta libera in un mare di dati. è un po’ come il primitivo lancio con la corda praticato nelle iniziazioni di alcune tribù amazzoniche.<br />
ti leghi il tuo bagaglio di codice alla caviglia e ti lanci.<br />
quando stai per arrivare giù il cuore pompa adrenalina pura nelle vene e poi, bang, arrivi a terra sperando che la corda regga.<br />
ma il problema non è l&#8217;atterraggio, è la risalita.<br />
allora inizi a fiutare log su log, tracce su tracce, bruciando tutto quello che ti può compromettere.<br />
e intanto leviti in quel oceno di dati. e li respiri a pieni polmoni per quei pochi secondi che hai a disposizione prima di risalire, e ti senti una divinità.<br />
&#8220;la mano sulla tastiera è la mano che controlla il mondo.&#8221;<br />
click<br />
in principio il mio progetto era totalmente diverso. volevo realizzare quello che tanti avevano ipotizzato: copiare sé stessi in rete, la propria coscienza, per vivere in eterno.<br />
con vecchi monitor e hardware di recupero creai decine di macchine antropomorfe e le dotai di una sorta di personalità. questa era generata da un programma che setacciava incessantemente la mia rete di contatti in tutti i social network esistenti alla ricerca di determinate linee di pensiero e le riassemblava per creare una personalità coerente, una specie di coscienza dislocata.<br />
riempii il mio appartamento del ronzio delle ventole che raffreddavano i cuori di questi avatar di metallo e silicio.<br />
le macchine macinavano i profili secondo un algoritmo basato sul tipo di parole raccolte, associando un volto a ogni pensiero.<br />
un altro programma rielaborava le immagini come testo e dal codice estrapolava le stringhe ridondanti per generarne un timbro vocale univoco.<br />
in seguito, con un visore di realtà aumentata, fui in grado di sovrapporre una realtà virtuale a quella fisica creando uno spazio dove le entità da me generate potessero interagire.<br />
ricreai una piccola piazza del sud dell’Italia in cui avevo trascorso le vacanze da ragazzino. ricordavo perfettamente quel luogo.<br />
lo visitai insieme ai miei genitori. ci sedemmo ai tavolini esterni di un bar deserto agli angoli della piazza. le sedie di fili di plastica rossa intrecciata erano malconce e leggere come un vecchio raggrinzito.<br />
il pavé era lucido per le migliaia di passi strascicati degli avventori del mercato che si teneva poco più avanti, ogni giovedì mattina.<br />
era un pigro pomeriggio di fine estate e ci riposavamo dopo una lunga giornata di visite fuori porta.<br />
ricordavo benissimo quel momento perché sapevo che sarebbe stata l’ultima vacanza che avremmo trascorso insieme. un po’ perché io stavo diventando troppo grande per passare l’estate con i genitori, e un po’ perché i loro sguardi non s’incrociavano più da diverso tempo. parlavano poco e quando lo facevano era solo per discutere di qualche incombenza.<br />
il loro matrimonio stava finendo e la mia infanzia con lui.<br />
ricreai quella piazza, quel luogo dove tutto cambiò silenziosamente, senza il supporto d’immagini satellitari o d’informazioni precise. preferii ricrearla come la ricordavo. come in uno di quei sogni in cui riconosci di essere in quello specifico posto anche se non gli assomiglia del tutto.<br />
click<br />
di fatto le mie proiezioni facevano parte di una rete neuronale capace di autoalimentarsi e di condividere ogni nuovo pensiero costruendo una sorta di griglia emozionale.<br />
avevo creato una microsocietà in continua evoluzione i cui membri operavano autonomamente e simultaneamente ne condividevano i pensieri, imparando nuove regole d’interazione, rielaborando e trasmettendo il risultato ai database.<br />
questo esperimento però acuì in me soltanto il senso di solitudine. io ero un corpo estraneo a quel fiume di parole, a quel continuo brusio che, come per le informazioni originarie, fisiologicamente puntava alla continua ripetizione dei medesimi concetti. le rielaborazioni più estreme e le idee diverse dal mainstream erano escluse dagli algoritmi come eccezioni non rilevanti. tutto veniva appiattito e perdeva di casualità, d’intelletto, di vita.<br />
ero riuscito solo a ricreare una coscienza senza toni e senza la possibilità di generare qualcosa di diverso. mi accorsi che se anche avessi potuto riversare in una macchina la mia intera coscienza, con tutte le sue sfaccettature e peculiarità, non avrei potuto mantenerla fedele alla mia linea di pensiero. semplicemente perché non avrebbe avuto mai una reale capacità di discernere sulla qualità dei dati ricevuti. nella peggiore delle ipotesi si sarebbe corrotta diventando la pallida imitazione di qualcosa che non esisteva più, nella migliore sarebbe rimasta in eterno fedele a sé stessa eliminando ogni nuova esperienza. sarebbe rimasta per sempre un mondo congelato.<br />
un riflesso di qualcosa che non esisteva più.<br />
alla fine staccai la corrente a tutti loro. un’eutanasia digitale che lasciò dietro di sé carcasse di lamiera e schermi vuoti.<br />
click<br />
avanti veloce.<br />
click<br />
aprii un terminale e accesi un&#8217;altra sigaretta.<br />
2:00 a.m.<br />
pioggia.<br />
continuavo a divorare codice e ormai ero sfinito.<br />
riutilizzai parti del progetto precedente per sezionare digitalmente in parti distinte le diverse personalità che sentivo coesistere in me. non solo quelle che percepivo autonomamente ma anche i vari “Io” idealizzati dai miei contatti.<br />
esiste una parte di noi che vive nella mente degli altri. generalmente non rispecchia la nostra intera personalità ma ne riflette solo una parte. questo processo di idealizzazione scaturisce naturalmente dal primo incontro, dal primo sguardo o dalle prime parole pronunciate e si autoalimenta seguendo uno schema di crescita che tende a riaffermare quanto riscontrato nei primi minuti di contatto. una sorta d’imprinting dilatato e in continua evoluzione che tenta inconsciamente di avvalorare quanto si è già determinato inizialmente.<br />
per generare queste schegge di personalità riutilizzai parti del progetto precedente, assegnai loro un nome e le misi in comunicazione.<br />
ogni parte presa singolarmente non avrebbe potuto esistere, non sarebbe stata sufficientemente autonoma per vivere normalmente nella società reale.<br />
se fossero stati esseri umani sarebbero stati grotteschi.<br />
qui invece, nel mio acquario virtuale, potevano rimanere digitalmente in vita e imparare a comunicare tra di loro, a convivere ed evolvere.<br />
nel mondo fisico questo processo di apprendimento tra persone reali è molto più complesso. il sistema sociale innescherebbe tutta una serie di autodifese che renderebbe estremamente lenta ogni crescita.<br />
creai un mondo fatto solo di frammenti di luce. un universo sotterraneo generato dai frammenti della mia coscienza dove le comunicazioni erano bisbigli, dove non vi erano né gruppi né distinzioni.<br />
le regole della fisica non esistevano e non vi erano mani da lavare.<br />
quando il processo si fosse concluso tutte le digitalizzazioni avrebbero trovato un equilibrio, tutte le estremizzazioni appianate, perfettamente sovrapponibili.<br />
molti sarebbero stati Uno.<br />
speravo che questo nuovo soggetto mi avrebbe fatto capire come sarei potuto essere, come sarei dovuto essere.<br />
una persona normale ed equilibrata.<br />
sarebbe stata la perfezione? o un altro fallimento e mi sarei ritrovato a osservare l’ennesimo riflesso sbiadito?<br />
click<br />
5:38 a.m.<br />
Il programma che mi avrebbe permesso tutto questo era ormai ultimato.<br />
all’improvviso venni assalito dai dubbi. cosa stavo creando? cosa avrei potuto dire a quella creatura perfetta? e quale sarebbe stata la prima cosa che avrebbe detto lei? quell&#8217;essere partorito dalla mia mente e rimodellato dalle macchine mi sarebbe stato affine o mi avrebbe distrutto spazzandomi via?<br />
uscii a fare due passi sotto le ultime gocce di pioggia che stavano lentamente lasciando spazio ad un’alba sgombra di nuvole, con il pacchetto di sigarette quasi vuoto in tasca e qualche spicciolo per la colazione.<br />
la città riprendeva vita mentre io riflettevo su quello che avrei dovuto fare. premere quell’ultimo bottone e ottenere tutte le risposte, terribili che fossero, o staccare definitivamente la spina e proseguire a tentoni come tutti gli altri, sbagliando e riprovando in continuazione.<br />
ricordo distintamente il momento in cui presi la mia decisione, perchè il secondo dopo stavo correndo come un pazzo verso una casa che non era la mia.</p>
<p style="text-align: justify;">click</p>
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		<title>dell&#8217;uomo e dell&#8217;essere angelico</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 14:17:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vinx</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="50" height="50" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2013/05/logo-vuoto.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="logo vuoto" />ieri sera dovevo andare a trovare un amico e poi proseguire solo soletto al cinema. avrei dovuto mangiare qualcosa ma avevo fatto tardissimo girando in tondo per il soggiorno ascoltando in cuffia la stessa canzone in loop per circa un&#8217;ora &#8230; <a href="http://www.vinxtrip.com/2011/10/delluomo-e-dellessere-angelico/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
	<img width="50" height="50" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2013/05/logo-vuoto.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="logo vuoto" />			<content:encoded><![CDATA[<p></p><br /><p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2639" title="prust" alt="" src="http://meltingplot.files.wordpress.com/2011/10/senza-titolo-2-pola01.jpg" width="460" height="559" /></p>
<p style="text-align: justify;">ieri sera dovevo andare a trovare <a href="http://quequero.org" target="_blank">un amico</a> e poi proseguire solo soletto al cinema. avrei dovuto mangiare qualcosa ma avevo fatto tardissimo girando in tondo per il soggiorno ascoltando in cuffia <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zGcNWVhsViE" target="_blank">la stessa canzone</a> in loop per circa un&#8217;ora e mezza, quindi ho optato per cenare con un bicchierone di Wyborowa, da vero campione.<br />
arrivato dal mio socio in stato pre-confusionale vengo accolto con altre prelibatezze e, per suo buon cuore, da una <a href="http://instagr.am/p/Q0MKD/" target="_blank">cena frugale e deliziosa</a>.<br />
insomma, dopo aver attraversato Milano su un tram tutto colorato e pieno di musica e di ragazze con le mie scarpe, arrivo al cinema per vedere <a href="http://www.imdb.com/title/tt1571222/" target="_blank">A Dangerous Method</a> e punto il dito sullo schermo della cassiera a indicare il posto. qualunque altro tipo ti interazione mi avrebbe gettato nell&#8217;imbarazzo di dover scegliere tra la piacioneria dall&#8217;occhio acquoso™ e lo sbiascico da sbarco. rimango zitto ed entro nella sala vuota.<br />
non lo negherò, ho avuto paurissima di trovarmi davanti al peggior film di Cronenberg.<br />
come sempre sono riuscito a tenermi al riparo dal leggerne la trama e qualunque recensione, questo però non mi ha impedito di percepire diversi &#8220;<em>meh</em>&#8220;.<br />
se non avessi dato ascolto alla vocina che sussurrava nel mio spirito &#8220;aspè, aspè&#8221;, sulla scena del primo colloquio mi sarei alzato dopo dieci minuti urlando MACCOSACAZZO; ma di questo ne parliamo dopo.<br />
superato lo shock iniziale ho capito di essere di fronte a un vero Cronenberg.<br />
con questa pellicola il regista fa un elegantissimo passo avanti nel suo personale percorso di elevazione dal fango emotivo da cui tenta di evincersi tramite mutazioni sin dall&#8217;inizio della propria carriera.<br />
lo scinde tra terra e acqua, rispettivamente tra le figure di Freud e Jung, incarnandosi in una Sabina Spielrein sconquassata dagli spasmi che la deformano nel corpo come proiezione fisica della propria mente disturbata.<br />
il confronto tra Freud, la terra solida nella consapevolezza della propria autorità e nella perseveranza risoluta della convinzione che tutto nasca dalla sessualità, e Jung, l&#8217;acqua (solo apparentemente) cristallina che fluida si espande per abbracciare la ricerca di altre frontiere della psicoanalisi e che minaccia le fondamenta più aride della terra, viene mediato dalla mente disturbata e geniale della Spielrein.<br />
perchè Sabina Spielrein È Cronenberg.<br />
egli prosegue la sua ascensione verso la purezza nella parabola iniziata a tracciare dal basso, da quella che in questa stessa pellicola viene definita la sua &#8220;fase anale&#8221;, per assurgere ad uno stato di grazia in cui non v&#8217;è più spazio per il sangue, la mutilazione e penetrazione della carne, ma linee e colori puliti, vestiti bianchi a sedare i tremiti di Sabina, luci candide per l&#8217;acqua e scure per la terra.<br />
un fiume di dialoghi eccellenti sostituiscono lo sguardo morboso e carnale esauritosi forse con lo splendido Spider.<br />
anche le scene di sesso si evincono da qualunque contatto fisico. nessun fluido, nessuna corruzione terrena. solo psiche.<br />
la caratterizzazione dei personaggi è forte ma contenuta, con un Mortensen sempre potente, che fa risaltare gli aspetti più inquietanti del pensiero di Freud, mentre Fassbender rende bene la maggior elasticità unita alla fragilità della mente di Jung.<br />
un discorso a parte è da fare su Keira Knightley che si sforza talmente tanto e talmente con poco successo da risultare davvero imbarazzante. è palese che KK a scuola andava maluccio nei compiti sul metodo Stanislavskij. per tutta la pellicola non riesce a dare corpo a quello sguardo contrito da recita all&#8217;oratorio. per non parlare del colloquio iniziale, che sarebbe dovuto essere una scena madre da brividi e che invece mi ha dato la netta impressione che, da un momento all&#8217;altro, dovesse saltare fuori <a href="http://www.imdb.com/name/nm0659668/" target="_blank">Francesco Pannofino</a> a urlare &#8220;STOOOP&#8221;.<br />
anche colpa di un pessimo doppiaggio, che nel caso di questo specifico personaggio è davvero da brividi, nel senso di conati. Certo, non voglio essere troppo drastico, doppiare una scena scandita da parole quasi inintelligibili, interpretate da un&#8217;attrice cagna, non dev&#8217;essere una passeggiata di salute.<br />
ad ogni modo, nella scelta di ingaggiare (e tenersi) Keira Knightley traspare una certa ostinata tenerezza di Cronenberg che sfocia nell&#8217;autoironia. perchè, come già detto, quella è lui.</p>
<p>se proseguirà in questo percorso di purificazione quasi ascetica probabilmente il prossimo capolavoro sarà una pellicola totalmente bianca.</p>
<p style="text-align: justify;">P.S.: l&#8217;unica cosa che conoscevo della trama, anticipatami da una meravigliosa cinefila, è lo splendido rapporto epistolare tra i due medici: un filo squisitamente nero su bianco che unisce due menti geniali.<br />
mi ha fatto ricordare che è troppo tempo che non porto avanti il mio di rapporto epistolare, quello tra me e un caro amico, iniziato diciassette anni fa, in cui scrivevamo fiumi e fiumi di racconti.<br />
mi mancano le lettere, i ragionamenti pesati, le attese.<br />
anzi, sapete cosa faccio? elimino qualunque programma di messaggistica immediata e torno a scrivere lettere (digitali).<br />
perchè è l&#8217;unica cosa che mi piace davvero fare, qui dentro.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>cosa fare ad Amsterdam quando sei morto</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 00:27:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img width="206" height="288" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2011/10/senza-titolo-206x288.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="senza titolo" />[disclaimer] tutto o parte di quello che ho scritto è frutto della mia fervida immaginazione. quantomeno le parti in cui rischio la galera, ecco. il paese in cui sono nato è uno di quei posti dove si dice che la &#8230; <a href="http://www.vinxtrip.com/2011/10/cosa-fare-ad-amsterdam-quando-sei-morto/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
	<img width="206" height="288" src="http://www.vinxtrip.com/wp-content/uploads/2011/10/senza-titolo-206x288.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="senza titolo" />			<content:encoded><![CDATA[<p></p><br /><p style="text-align: justify;"><strong>[disclaimer] tutto o parte di quello che ho scritto è frutto della mia fervida immaginazione. quantomeno le parti in cui rischio la galera, ecco.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">il paese in cui sono nato è uno di quei posti dove si dice che la gente sta bene, e quando si dice che la gente sta bene si intende che ha i soldi, non certo che sia felice o particolarmente in salute.<br />
poeti e letterati importanti hanno definito i luoghi in cui sono cresciuto un paradiso terrestre. dolci colline verdeggianti rotolano dolcemente verso il lago, spinte verso l&#8217;acqua dal castello. si narra di miracoli, di santi guaritori che sprigionano luce dalle mani, di fate e folletti e di casate nobiliari capaci di trasformare isole in galeoni.<br />
io non era uno di quelli che stava bene, quantomeno non in quel senso.<br />
bivaccavo in una compagnia di metallari reietti in una comunità che misurava la tua importanza sociale in metri di cocktail tanto annacquati quanto costosi, centimetri di coscia lucida sul tacco alto e millimetri di banconote impilate.<br />
dietro a tutto questo si nascondevano storie patetiche di conti aperti al bar e mai saldati, di figli di commercianti pieni di cocaina come delle zampogne e di una tristezza quasi palpabile sotto la superficie.<br />
non ero povero, ma la mia famiglia non era particolarmente agiata. non ci si faceva mancare nulla, ma non eravamo ricchi insomma. io però avevo bisogno di qualcosa in più della semplice paghetta, allora iniziai a crackare le console e copiare videogiochi. La maggior parte dei miei introiti derivanti da questa attività arrivava per lo più dalle forze dell&#8217;ordine, perchè va bene la legge e l&#8217;irreprensibilità morale e professionale ma i ragazzini devono pur giocare.<br />
iniziai a farmi un certo gruzzolo che investii per acquistare il mio primo mezz&#8217;etto di hashish da rivendere al dettaglio. In questo modo riuscivo a ricavarne tra il 300% e il 500% del costo. un sacco di soldi, e fumavo gratis.<br />
quando in Svizzera la produzione e il consumo di marijuana divennero legali iniziai a muovere un sacco di Orange Bud, Purple Rain e la fantasmagorica Northern Light. la faccenda iniziava a farsi pericolosa e dovetti organizzarmi di conseguenza. amici di amici avevano conoscenze nella polizia e sapevano esattamente quando sarebbero scattate le retate. inoltre avevo l&#8217;accortezza di vestirmi bene durante gli scambi, contrariamente alla mia indole punkettara.<br />
ritiravo il pacco da un corriere che riusciva a superare i controlli passando il confine dal Parco del Ticino, lo dividevo in due, una parte da smazzare al dettaglio e una parte da rivendere in blocco. la seconda la consegnavo all&#8217;acquirente dandogli appuntamento al bar di fianco alla caserma dei carabinieri (o cagabicchieri come ci piaceva chiamarli), chè lì non ci avrebbero mai acchiappato. la vendita al dettaglio andava invece a sollazzare i figli di papà, per lo più, e i miei amici o meglio i conoscenti.<br />
la maggior parte di loro se n&#8217;è andata, ma non come me che mi sono trasferito per scappare da quello schifo. se n&#8217;è andata nel senso che ci hanno rimesso le penne.<br />
il loro disagio era molto più grande del mio e sono passati alle droghe pesanti e poi al consumo massiccio. se ti spari da solo, in casa, di sera, cinque grammi di cocaina non rimani vivo a lungo. entravano in comunità e non li si vedeva per un po&#8217;, poi tornavano per strada. uno di loro lo vidi in cima ad un cassonetto che frugava. infine tornavano dentro fino a quando l&#8217;ultima uscita sarebbe stata quella di scena.<br />
altri hanno iniziato a spacciare su una scala troppo grande, troppo ingestibile se sei un consumatore. prima o poi la cazzata la fai. la dritta di quella nave che arriverà a Genova carica di bancali di cocaina ti mette una fregola addosso che non lo capisci che è una trappola, che ti mandano lì per essere acchiappato dalla Digos mentre un&#8217;altra nave arriva indisturbata dall&#8217;altra parte del porto.<br />
la Digos. una cosa che ho imparato della Digos è che le donne tirano degli schiaffi molto più efficaci dei loro colleghi uomini. lo fanno di pancia, ci mettono trasporto, che devono dimostrare di saperci fare a fare quello che fanno.<br />
comunque, loro sono morti. io no.<br />
questo non mi rende migliore. ho avuto meno disagio, più fortuna e dei contatti migliori.<br />
soprattutto ho sempre amato le donne in una maniera totalizzante, e questo in qualche modo mi ha salvato.<br />
non è come nei film in cui il bel cattivo tenebroso è anche un affascinante romantico. il cattivo è cattivo, e i cattivi non amano le donne. le posseggono tutt&#8217;al più, che è diverso. non è quasi mai nemmeno bello. al mio paese ce n&#8217;era solo uno, con un nome ridicolo tra l&#8217;altro, che assomigliava come una goccia d&#8217;acqua ad Axl Rose. lo acchiapparono con settanta trip in tasca e, a quanto pare, dato che è una sostanza letale sopra a un certo dosaggio, lo arrestarono per tentata strage. l&#8217;ultima notizia che ho avuto di lui è che si era imbarcato clandestinamente su una nave militare diretta in America, che lo avevano scoperto e non erano stati per niente gentili.<br />
poi c&#8217;era quell&#8217;altro, che non era proprio bello, ma aveva la faccia da bambino. aveva iniziato a fumare il Base, che è una versione sofisticata del crack, più o meno. si era messo in società con un tizio che amava infilare il ferro in bocca alla gente sgranandogli gli incisivi. ha cercato di uscirne ma non è stato facile. dormiva con le luci del giardino accese e una mazza da baseball sotto le coperte. era talmente stressato e pieno di merda in corpo che ogni tanto i muscoli della faccia gli si irrigidivano in una smorfia disumana e doveva andare in ospedale per farsi bombare di rilassanti muscolari. poi ce l&#8217;ha fatta. ha ancora la faccia da bambino, ma lo vedi che è invecchiato. si è sposato, ha la casa grande, la station wagon, una splendida bambina e tutto il resto, ma quando ci guardiamo negli occhi noi lo sappiamo chi siamo e cosa abbiamo fatto. puoi prendere per il culo tutti, ma non te stesso e i tuoi simili.<br />
io da quella merda ne sono uscito. nel senso che ero arrivato a muovere i chili di marijuana e i figli di papà iniziavano a cantarsela sotto gli schiaffi della polizia, quindi ho deciso che sarebbe stato il caso di smetterla di fare casino e tornare ad acquistare solo per me e pochi fidatissimi. infine mi sono levato dal cazzo, che dopo anni di stare nell&#8217;ombra a bere birra sgasata o negli angoli bui dei locali a tracannare cocktail annaquati facendosi delle gran piste poi ti spacchi le palle. sì, ho provato anche la &#8220;bamba&#8221;, ma non mi è mai piaciuta. quella è una droga che serve solo a sentirsi migliori, a essere più brillanti nel sociale. a me non me n&#8217;è mai fregato un cazzo di far finta di essere migliore. e poi costava un botto e lasciava quello sgradevole sapore di cemento in gola, anche la migliore.<br />
e poi ho sempre diffidato delle cose che non hanno odore.<br />
a me piaceva fumare e basta. quella cosa che dalle droghe leggere si passa alle pesanti è una vera cazzata. O meglio, succede, ma non è colpa della droga leggera, ma della testa di chi la usa. se uno è predisposto, alle droghe pesanti ci arriva lo stesso, anche senza aver mai fumato una canna. è una cosa che ha a che vedere con la tua storia personale, non con la chimica.<br />
dicevo, i miei movimenti li facevo lo stesso e ormai potevo pesare con estrema precisione qualunque quantità di hashish o marijuna solo guardandola, o tenendola in mano.<br />
uno come me non poteva non andare ad Amsterdam prima o poi. era tipo il paese dei balocchi nella mia testa.<br />
un giorno istituirono un treno speciale che avrebbe portato i manifestanti di non ricordo quale agitazione da Milano ad Amsterdam per sole trentamila lire (quindici euro circa) e non mi feci scappare l&#8217;occasione di salirci. scesi cinque minuti prima della partenza per andare a telefonare alla mia ragazza, che i cellulari ancora non esistevano. lei mi disse &#8220;se mi ami non partire&#8221; e io le diedi retta. che coglione.<br />
gli anni passarono e le donne anche e io non pensai più molto ad Amsterdam.<br />
poi un giorno, dopo i trenta, incontrai un vecchio amico che mi disse &#8220;vado ad Amsterdam con un po&#8217; di amici, perchè non vieni?&#8221; e io non ci pensai due volte. Dopo due ore avevo il biglietto aereo in tasca. volevo chiudere alcuni cerchi iniziati a tracciare tanti anni addietro.<br />
la comitiva era composta da sette personaggi. e non sette persone della strada eh. c&#8217;erano manager, analisti, esperti di sicurezza, fisici nucleari del Cern. quasi tutti erano già stati a Dam almeno sei o sette volte. mi aspettavo che avremmo fumato un po&#8217;, anche un bel po&#8217; in effetti, ma non mi sarei mai aspettato così tanto.<br />
io mi ero fatto tutto il mio film su come poteva essere la città e devo dire che, dopo una rapida occhiata, non se ne discostava molto.<br />
appena usciti dalla stazione ferroviaria la prima cosa che vidi furono due ragazze bellissime. una delle due era bionda, alta, con un tubino nero e un fisico eccezionale. la seguii con lo sguardo e vidi che girava dietro a un angolo. dato che andavamo nella stessa direzione non resistetti alla tentazione di girarmi e buttare uno sguardo e la vidi abbassarsi tranquillamente le mutande, accovacciarsi e urinare copiosamente.<br />
pensai &#8220;ok, siamo arrivati&#8221;.<br />
in effetti Amsterdam non è fatta solo di gente fuori di melone, anzi, è piena di un sacco di gente per bene. la bella architettura nordica solcata dai corsi d&#8217;acqua dà un&#8217;aria romantica alla città. ci sono i chioschi dove puoi mangiare i panini con l&#8217;aringa e le bancarelle di semi di tulipano. devo essere sincero però, se hai visto Venezia ci sono ben poche città nordiche che possono darti la stessa emozione, quantomeno quelle che ho visitato io.<br />
gli altri erano terrorizzati dai tram che sfrecciano sulle zone pedonali senza alcuna protezione per i pedoni, ma io vivo a Milano quindi i trami li schivo semplicemente percependoli con la coda dell&#8217;occhio. è un&#8217;istinto di sopravvivenza che sviluppi naturalmente nel capoluogo lombardo. quello che mi terrorizzava totalmente erano i ciclisti. i ciclisti!<br />
dove abito io i ciclisti sono sparuti felinidi intenti a non farsi travolgere da qualunque altro mezzo con almeno due ruote, in una continua lotta per la sopravvivenza. sono a tutti gli effetti l&#8217;ultimo anello della catena alimentare stradale. non sono un pericolo, sono IN pericolo.<br />
ad Amsterdam invece sono i padroni della città. si muovono in branchi a velocità folli sulle piste ciclabili, che sono di fatto più numerose e trafficate delle strade adibite al traffico automobilistico. sfrecciano imbizzarriti imprecando e scampanellando alla volta di chi, come me, non è abituato a temere i mezzi senza un motore meccanico. nell&#8217;arco di due ore ero talmente terrorizzato che appena sentivo un campanello trillare vicino a me mi ranicchiavo in posizione fetale aspettando che il peggio passasse. un fottuto incubo.<br />
la prima sera girammo per Amsterdam alla ricerca di un coffee shop, ovviamente. eravamo arrivati tardi pertanto erano quasi tutti chiusi, ma riuscimmo comunque a recuperare un po&#8217; di White Widow per passare una bella serata.<br />
nel gruppo c&#8217;era un tipo che io mentalmente chiamavo La Belva. egli aveva una tolleranza incredibile e rollava una canna dietro l&#8217;altra senza soluzione di continuità. io ero abituato a dei regimi piuttosto alti ma lui mi batteva sotto ogni punto di vista, La Belva.<br />
a sera, quando mi accasciai sul comodissimo letto del Mariott ero sfinito ma felice.<br />
per il sabato si era prevista l&#8217;immancabile visita al museo di Van Gogh e una mia personale tappa in una gelateria in cui viveva una simpatica gatta, fotografata in precedenza da un&#8217;amica. Non avevo fatto i conti con La Belva.<br />
la cosa carina, e che non mi aspettavo minimamente, è che la mattina presto andammo ad affittare sette biciclette. non prendemmo quelle a scatto fisso perchè conciati come eravamo saremmo andati incontro a morte certa, molto meglio la versione classica. avevano tre marce e devo dire che il cambio era migliore di quello della mia moto.<br />
dopo aver dato fiato alle trombe iniziammo a pedalare per la città. sbagliammo strada mille volte, anche se tanti le avevano già percorse, ma fu lo stesso un&#8217;esperienza incredibile. nella mia personalissima lista mentale delle trenta cosa da fare prima di morire questa è una delle cose assolutamente da fare. ricordo ben poco del paesaggio ma tant&#8217;è. ricordo molto bene però di quando superai il nostro fisico nucleare e poi senti un botto. mi girai e c&#8217;era lui contorto tra le lamiere della bici. cosa fosse successo non mi è mai stato chiaro, e credo nemmeno a lui.<br />
causa La Belva, non fu possibile visitare il museo e ci dirigemmo invece alla fabbrica dell&#8217;Heineken, che è a tutti gli effetti il posto peggiore che potete visitare in città, a meno che l&#8217;obiettivo non sia bersi quelle due pinte e mezzo di birra comprese nel prezzo del biglietto. Io, per puro caso, quella mattina indossavo la maglietta (e portafogli) della Guinness comprata alla fabbrica di Dublino, che invece è un posto elegante e imperdibile. i ciceroni mi spaccarono talmente le palle per questo fatto che mi toccò spogliarmi in pubblico e girarla al contrario, ma solo perchè avevano intimato di non darmi da bere.<br />
dopo quella visita provammo ad andare al museo e a fotografare la gatta ma ormai era troppo tardi. intanto eravamo arrivati tipo alla trentesima canna a cranio. pazzesco. le quantità a cui ero abituato in patria ormai sembravano una sciocchezza per dilettanti.<br />
il programma del Sabato sera ovviamente fu andare a dare un&#8217;occhiata alle vetrine della zona rossa. dopo una bella mangiata e un&#8217;altra pioggia di canne ci incamminammo tra le viuzze affollate. mi aspettavo tutt&#8217;altro sinceramente. l&#8217;unica altra zona rossa che avevo visitato, per un servizio fotografico, era una di quelle di Calcutta, che probabilmente è uno dei posti più degradanti e pericolosi al mondo.<br />
quella di Amsterdam invece è molto turistica, con coppiette e compagnie di ragazzi e ragazze che girano ridendo, quantomeno nella cerchia esterna. verso l&#8217;interno, nelle vie più strette, il clima è un po&#8217; più morboso e meno sicuro, ma nemmeno troppo. molte delle donne in vetrina erano di una bellezza disarmante. alcune sembravano meno tranquille di altre, o più stanche, ma nel complesso davano l&#8217;impressione di essere delle lavoratrici come tante altre. nessuna costrizione, insomma. ne fui sollevato.<br />
l&#8217;idea di alcuni era di testarne la professionalità, altri invece erano totalmente contrari. uno di quest&#8217;ultimi chiese &#8220;ma volete scopare con le puttane? sul serio?&#8221; ma nessuno rispose. i film ti insegnano che non devi mai chiedere ad un galeotto perchè è finito dentro, e la vita invece che non devi mai chiedere a un uomo se è andato con una prostituta.<br />
insomma, dopo un rapido giro di whisky in un pub perimetrale, concordammo un rendez-vous all&#8217;esterno della zona rossa alla mezz&#8217;ora successiva. un quarto d&#8217;ora per scegliere e un quarto d&#8217;ora per consumare. chi non voleva partecipare poteva continuare a bere o farsi una passeggiata.<br />
dopo circa venti minuti ci ritrovammo al punto d&#8217;incontro sulla riva del naviglio vicino, qualcuno grondante sudore, qualcuno no. tutti, in un modo o nell&#8217;altro, in uno stato d&#8217;animo per nulla euforico. ci sedemmo in silenzio con la schiena appoggiata ad una barca a rollare l&#8217;immancabile canna. qualcuno fece un racconto breve dell&#8217;esperienza, ma senza particolare trasporto. l&#8217;ilarità la riportò La Belva, sudatissimo, raccontando che lui non si era tolto nemmeno la camicia e le calze.<br />
dopo andammo in un paio di locali notturni dove si ballava e, ai piani alti, si poteva fumare in santa pace. io ormai ero alla milionesima fumata e iniziavo a ciondolare. qualcuno tentò anche di rubarmi il portafogli, ma non c&#8217;è stato mentale alterato che possa permettere a un ladro di fregarmi. una cosa buona la mia adolescenza me l&#8217;ha insegnata: mai abbassare la guardia.<br />
mi ripresi solo quando partì Jump Around, più per la sorpresa credo.<br />
non so bene come, ma arrivò la Domenica. mi alzai e andai a scofanarmi il più grande e calorico pancake di tutta Europa prima di aggregarmi al gruppo per andare a riconsegnare le biciclette. credevo che ormai stessimo ritornando in uno stato meno lisergico, ma come al solito non avevo messo in conto La Belva.<br />
arrivò con in mano mezza canna che in quattro non erano riusciti a finire. mi sembrava una cosa impossibile, e invece era riuscito a recuperare una marijuana leggendaria: la G13 (chi ha visto <a href="http://www.youtube.com/watch?v=aeeM3XGVEYk" target="_blank">American Beauty</a> sa di cosa parlo). io feci un solo tiro e la mia mente fu completamente spazzata via, una cosa che credevo possibile solo al cinema.<br />
cara vecchia Belva, in quel momento provai del sincero affetto verso di lui.<br />
dopo un rapido pranzo ci salutammo. io e un altro ragazzo di Milano saremmo tornati insieme con lo stesso volo, gli altri con il volo diretto a Roma.<br />
arrivati all&#8217;aeroporto mi resi conto che avevo in tasca ancora due grammi di White Widow, una marijuana molto potente. me ne accorsi che eravamo quasi in coda per il controllo doganele. che fare? buttarla? certo che no. la consumammo tutta in una volta e senza tabacco nella zona fumatori antistante l&#8217;aeroporto. un purino di due grammi di White Widow, in due, e di fretta, è qualcosa che incrinerebbe la sanità mentale di un sacco di gente, ma ormai noi eravamo a un livello di tolleranza al di là del bene e del male.<br />
poi prendemmo letteralmente il volo.</p>
<p style="text-align: justify;">camminavo verso l&#8217;aereo come in un sogno, come se mi vedessi dall&#8217;esterno, un passo a sinistra. ricordo solo pochi frammenti da quando mi sono seduto: una camicia sgualcita, un biglietto trovato nella tasca del mio socio con scritto &#8220;love u baby XXX&#8221;, una luce accecante che inondava l&#8217;aereo dal finestrino, qualcuno che diceva &#8220;occhio vitreo, rumore di molle&#8221;, l&#8217;aria ebete delle figure sul foglio delle cose da fare in caso d&#8217;emergenza, il decollo che mi schiaccia i polmoni inermi, qualcuno che si sveglia di soprassalto, qualcun&#8217;altro con una valigetta che mi scavalca, una canzone dei Nirvana che salta.<br />
poi qualcosa dentro di me va completamente in pezzi, qualcosa che tenevo custodito gelosamente nel profondo, vicino ai ricordi di quand&#8217;ero bambino, in un posto caldo e tranquillo dove credevo non sarebbe potuto accadere mai nulla di sbagliato, di corrotto. lo sento chiaramente frantumarsi e percepisco quasi una sensazione di felicità, o forse di rassegnazione, come la pace che può impossessarsi di qualcuno che coscientemente abbia passato il punto di non ritorno sapendo che cambierà tutto per sempre, nel bene e nel male.<br />
poi all&#8217;improvviso perdiamo pressione e l&#8217;aereo si spezza in due in un&#8217;urlo selvaggio di lamiere contorte. le poltrone davanti a me vengono divelte insieme ai passeggeri e tutto inizia a turbinare vorticosamente.<br />
Nel momento in cui sento la cintura di sicurezza cedere, una mano preme sulla mia spalla tenendomi ancorato al sedile e una voce mi sussurra all&#8217;orecchio &#8220;andrà tutto bene&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">andrà tutto bene.</p>
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